WASHINGTON – “Eliminati in un colpo solo 48 leader iraniani”, ha annunciato il presidente Usa Donald Trump, fornendo un bilancio delle vittime più significative delle prime 24 ore di guerra. Tra di loro ci sarebbe anche l'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, la cui morte tuttavia è ancora avvolta dall'incertezza, come spesso accade in questi contesti.
Ad annunciare l'uccisione dell'ex presidente, insieme alle sue guardie del corpo durante il primo attacco di sabato, era stata l'agenzia di stampa semi-ufficiale Ilna, rilanciata dai media internazionali. Ma la stessa Ilna ha poi modificato la notizia citando una fonte anonima che ne negava la morte. Smentita supportata anche da una fonte israeliana ai media: “Per quanto ne sappiano non è stato eliminato”.
Gli attacchi contro la Repubblica Islamica proseguono: anche in queste ultime ore sono state bombardate decine di obiettivi in tutto il Paese, con esplosioni riportate a Teheran, ma anche Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah.
L’esercito statunitense ha annunciato di aver distrutto il quartier generale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nel secondo giorno di guerra. “L’America ha l’esercito più potente al mondo e l’IRGC non ha più un quartier generale”, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in una nota. “Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha ucciso più di 1.000 americani negli ultimi 47 anni. Ieri, un attacco statunitense su larga scala ha tagliato la testa al serpente”, ha dichiarato il Centcom.
Le forze israeliane hanno reso noto che nelle sole prime fasi della campagna aerea congiunta Usa e Israele contro l’Iran, i jet israeliani hanno lasciato cadere circa 1.200 munizioni e le forze statunitensi hanno lanciato circa 1.050 attacchi contro obiettivi iraniani. L’Iran a sua volta risponde con lancio di razzi e droni. Ma, una volta eliminato l’Ayatollah (morto assieme alla figlia, al genero e alla nipote), chi guida adesso il Paese?
Fino a quando non sarà scelto un nuovo leader supremo, a guidare l’Iran sarà il Consiglio ad interim con il presidente Massoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Ejei e un giurista dei Pasdaran guideranno il Paese nel periodo di transizione dopo la morte di Ali Khamenei. Lo ha riferito un portavoce del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, a quanto riportano i media iraniani.
In base alla Costituzione, sarà l’Assemblea degli esperti a eleggere la nuova leadership. Ali Larijani ha annunciato che il processo di transizione inizia già oggi. “Presto sarà formato un consiglio di leadership ad interim. Il presidente, il capo della magistratura e un giurista del Consiglio dei Guardiani assumeranno la responsabilità fino all’elezione del prossimo leader”, ha spiegato Larijani, capo del consiglio supremo di Sicurezza nazionale e fidato consigliere di Khamenei. “Questo consiglio sarà istituito il prima possibile. Stiamo lavorando per formarlo già oggi,” ha detto in un’intervista trasmessa dalla TV statale.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando ad Aljazeera, ha detto che la nuova Guida suprema dell’Iran, dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, “sarà scelta tra uno o due giorni”.
Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale, ha avvertito che non saranno tollerati tentativi di dividere gli iraniani, dopo l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei. “I gruppi che cercano di dividere l’Iran devono sapere che non lo tollereremo”, ha dichiarato in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato nella quale ha invitato gli iraniani a unirsi. Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale iraniana, ha anche minacciato vendetta per l’attacco di Israele e Stati Uniti in cui è morta la guida suprema Ali Khamenei.
“L’America e il regime sionista hanno bruciato i cuori della nazione iraniana. Noi bruciamo i loro cuori...”, ha scritto su X. Ali Larijani, si rivolge poi “ai Paesi della regione” spiegando: “non siamo intenzionati ad aggredirvi. Tuttavia, quando le basi presenti nei vostri paesi vengono usate contro di noi, e quando gli Stati Uniti conducono operazioni nella regione basandosi su queste forze, allora noi prenderemo di mira quelle basi. Perché queste basi non sono del suolo di quei paesi, ma sono suolo americano”.
La Francia invierà due navi da guerra nel Mar Rosso nei prossimi giorni per unirsi a una missione navale dell’Unione Europea, a causa delle preoccupazioni per la sicurezza legate alla guerra contro l’Iran. Lo ha dice un funzionario dell’UE dopo i colloqui di emergenza tra i ministri degli Esteri dell’Unione. “C’è stato un forte aumento delle richieste di protezione aggiuntive” da parte di imbarcazioni civili nella zona, ha affermato il funzionario secondo quanto riporta l’AP.
“Ci sono altre due navi dalla Francia che ora si uniranno alle operazioni”, ha aggiunto il funzionario secondo cui i ministri hanno concordato sull’importanza di “proteggere i nostri interessi economici marittimi”. Il traffico attraverso la rotta commerciale marittima strategica dello Stretto di Hormuz non e’ chiuso, ma rimane “un po’ arbitrario per il momento”, con alcune imbarcazioni che riescono a passare, ha affermato il funzionario.
Germania, Francia e Gran Bretagna sono pronte ad “azioni difensive proporzionate” per “distruggere alla fonte la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni”. E’ quanto si legge in una nota congiunta di Berlino, parigi e Londra. “I leader del gruppo E3 sono sconvolti dagli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall’Iran contro i paesi della regione”, in rappresaglia a quelli condotti da Stati Uniti e Israele nel paese, si legge nella dichiarazione.
“Centinaia” di obiettivi in Iran sono già stati colpiti. Lo dice Donald Trump in un messaggio video di sei minuti pubblicato su Truth. Trump ha affermato che la missione in Iran continuerà finché tutti gli obiettivi degli Stati Uniti non saranno stati completati, ha definito il leader supremo dell’Iran Khamenei, ucciso ieri negli attacchi, un “uomo miserabile e vile che aveva le mani sporche del sangue degli americani e di molte altre persone innocenti”.
Trump ha ribadito che non si può permettere all’Iran di sviluppare missili a lungo raggio o armi nucleari, un’ambizione che il paese nega. “Non possiamo permettere che una nazione che organizza eserciti terroristici possieda tali armi”, ha affermato.
Secondo il presidente Usa l’operazione contro l’Iran durerà “quattro settimane o meno”.
“E’ sempre stato un processo di quattro settimane, quindi, per quanto forte sia l’Iran, il Paese è grande, ci vorranno quattro settimane o meno”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista telefonica al quotidiano britannico Daily mail.