ADELAIDE - Una delle regioni vinicole più celebri d’Australia è finita al centro di una vasta operazione contro l’economia sommersa.
Le autorità federali hanno effettuato ispezioni a sorpresa in diciotto vigneti del South Australia, concentrandosi su aree simbolo come Barossa Valley, Adelaide Hills e McLaren Vale.
L’intervento rientra in un’azione coordinata a livello nazionale per contrastare pratiche di lavoro illegali e possibili forme di sfruttamento, in particolare tra i lavoratori stagionali impiegati nella raccolta e nella lavorazione dell’uva.
Le scorse settimane, ispettori e funzionari hanno interrogato dipendenti, responsabili aziendali e intermediari del lavoro, acquisendo documentazione dettagliata tra cui contratti, fatture, registri delle ore lavorate e buste paga.
Le indagini sono ancora in corso e non sono stati resi noti eventuali provvedimenti o violazioni accertate. Tuttavia, secondo l’Australian Tax Office (ATO), il fenomeno del lavoro irregolare rappresenta un rischio concreto per l’intero settore vitivinicolo.
Il vice commissario dell’ATO, Tony Goding, ha sottolineato che pratiche come il pagamento “fuori busta” o il ricorso a intermediari non conformi “non solo violano la legge, ma compromettono la fiducia nell’industria vitivinicola”. Goding ha inoltre richiamato i proprietari dei vigneti alla responsabilità nella gestione della forza lavoro, soprattutto quando questa viene esternalizzata. “Se il costo del lavoro appare irrealisticamente basso, c’è quasi sempre una ragione, e raramente è legale”.
L’operazione, denominata “Zephyr”, coinvolge diverse agenzie tra cui l’ATO, il Fair Work Ombudsman e l’Australian Border Force (ABF). L’obiettivo è individuare le aziende a rischio attraverso l’analisi dei dati e attività di intelligence, nell’ambito della Shadow Economy Taskforce.
Particolare attenzione è rivolta ai lavoratori migranti, che costituiscono una componente essenziale dell’economia regionale. La Fair Work Ombudsman, Anna Booth, ha ricordato che anche i lavoratori stranieri godono degli stessi diritti previsti dalla legge australiana. Ha inoltre evidenziato che esistono tutele anche per i visti nel caso in cui vengano segnalate irregolarità.
Sulla stessa linea, il comandante dell’ABF, John Taylor, ha ribadito che non c’è spazio per chi sfrutta i lavoratori vulnerabili o abusa del sistema dei visti. Tali comportamenti, ha detto, sono inaccettabili e possono comportare conseguenze rilevanti.
L’operazione rappresenta un segnale chiaro: il settore vitivinicolo, pilastro dell’economia del South Australia, resta sotto osservazione per garantire condizioni di lavoro eque e trasparenti.