PYONGYANG - La figlia di Kim Jong Un non è più solo una figura simbolica nelle parate di regime. Secondo l’intelligence sudcoreana, la giovanissima (probabilmente dodicenne), finora nota come Ju Ae, avrebbe assunto il nome di Kim Ju Hae e ricoprirebbe già un ruolo operativo cruciale nella catena di comando militare di Pyongyang.
Le fonti governative citate dal Chosun Daily indicano una svolta senza precedenti: Kim Jong Un avrebbe assegnato alla figlia la carica di “direttrice generale dei missili”. Sebbene formalmente la posizione sia occupata dal funzionario Jang Chang Ha, la giovane riceverebbe regolarmente rapporti dai generali e impartirebbe direttive strategiche, specialmente nel settore missilistico.
L’obiettivo sarebbe di consentirle un controllo precoce sull’apparato militare, il vero cuore del potere nordcoreano, per blindare la futura successione.
Il monitoraggio delle agenzie di sicurezza si è intensificato durante il Nono congresso del Partito dei Lavoratori, in corso dal 19 febbraio. Il Servizio nazionale di intelligence (Nis) ha confermato che la giovane si trova ormai nella “fase di designazione come successore”.
L’evoluzione del suo nome riflette la sua ascesa: apparsa nel 2022 come la “figlia amata” durante il lancio del missile Hwasong-17, il suo nome era rimasto un mistero fino alle rivelazioni di Dennis Rodman nel 2013 (Ju Ae). Oggi, varianti come Ju Hye o Ju Hae suggeriscono un possibile cambio di nome cerimoniale, una pratica già adottata dal padre prima di salire al potere.
Gli analisti sottolineano come la segretezza faccia parte del protocollo di successione della dinastia Kim. Il nome di Kim Jong Un, infatti, rimase segreto fino al settembre 2010, quando apparve ufficialmente come generale.
La sua esposizione mediatica precoce di Kim Ju Hae suggerisce, quindi, una strategia di legittimazione più rapida rispetto al passato, volta a normalizzare l’idea di una guida femminile al vertice di una società profondamente patriarcale.