MELBOURNE - Il costo dell’istruzione in Australia sta diventando un fattore determinante nelle scelte delle famiglie, al punto da spingere molti genitori ad aumentare le ore di lavoro, ricorrere ai debiti o rivedere i propri progetti familiari.

Secondo una nuova ricerca condotta da Futurity, per un bambino che inizierà la scuola nel 2026, il percorso completo di 13 anni potrà costare oltre 113mila dollari nelle scuole pubbliche delle grandi città, quasi 250mila in quelle cattoliche e fino a 370mila dollari negli istituti indipendenti.

Nelle aree regionali e remote i costi restano elevati, seppur leggermente inferiori: oltre 100mila dollari per l’istruzione pubblica, più di 220mila per quella cattolica e circa 230mila per le scuole indipendenti. Melbourne risulta la città più costosa per le scuole pubbliche, mentre il Queensland regionale registra le spese più alte fuori dai grandi centri urbani.

La ricerca, condotta dal gruppo specializzato in finanza scolastica, combina dati ufficiali sulle rette con interviste a 2.500 genitori. Ne emerge che le tasse scolastiche in senso stretto rappresentano solo una parte della spesa complessiva. La quota maggiore è assorbita da costi aggiuntivi come ripetizioni private, trasporti, campi scuola, attività extracurriculari e uniformi.

Nonostante le difficoltà, il valore attribuito all’istruzione resta altissimo: nove genitori su dieci la considerano fondamentale per il futuro dei figli. Tuttavia, per sostenere questo impegno economico, molte famiglie stanno riducendo altre voci di spesa. Cresce il ricorso a uniformi di seconda mano, si rimanda l’acquisto di nuovi dispositivi elettronici e si tagliano attività come musica, sport e gite scolastiche.

Un terzo dei genitori ammette di aver fatto ricorso al credito, mentre altri rinunciano alle vacanze o aumentano il carico di lavoro. Oltre la metà dichiara di dipendere dall’aiuto di parenti, in particolare dei nonni, per far fronte alle spese scolastiche. Ancora più rilevante è il dato secondo cui il 45 per cento delle famiglie sta valutando di avere meno figli proprio a causa dei costi legati all’educazione.

Secondo le associazioni dei genitori, la questione centrale è garantire che ogni studente possa partecipare pienamente alla vita scolastica senza che il reddito familiare diventi un ostacolo.

In un Paese dove quasi due terzi degli studenti frequentano scuole pubbliche, il dibattito sul finanziamento dell’istruzione resta aperto e sempre più urgente.