GINEVRA - In attesa della decisione del tribunale sulla conferma o meno del carcere per Jacques Moretti e dei domiciliari che la procura ha chiesto per la moglie Jessica, emerge che già in passato nel Cantone Vallese erano state aperte due inchieste sui titolari di Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove la notte di Capodanno sono morte quaranta persone e 116 sono rimaste ferite.
La prima, penale, risale al 2020 e ruotava attorno ai fondi Covid; la seconda, invece, è di due anni dopo e riguarda l’ispettorato del lavoro. La decisione per entrambi, accusati di omicidio per negligenza, lesioni e incendio, dovrebbe arrivare nella giornata di oggi, giorno in cui andrà in procura a Sion l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado.
Quando è stato sentito come persona informata sui fatti, dunque prima dell’interrogatorio al termine del quale è scattato il fermo, Moretti ha ammesso che la porta di sicurezza era chiusa. Anzi, ha raccontato che quando, avvisato dell’incendio, è arrivato a Le Constellation, ha trovato la porta chiusa dall’interno con un lucchetto, diversamente dal solito.
Ma, nelle 350 pagine del fascicolo della procura ci sono anche le testimonianze di chi era presente, almeno una dozzina di persone che si trovavano soprattutto nel seminterrato: tutte si sono trovate d’accordo sul riferire la mancanza di vie di fuga. Fra di loro una ex dipendente che si era fermata a salutare un’amica cameriera, che è deceduta, e a cui la titolare avrebbe chiesto di dare una mano.
Per questo è scesa al piano di sotto. “Mi chiedete se c'erano dispositivi di sicurezza visibili in caso d'incendio nel bar? Io rispondo negativamente” ha riferito, mentre un diciassettenne, che è sceso cinque minuti di sotto ha raccontato di essere rimasto “sorpreso della mancanza di uscite di sicurezza”.
Interrogato venerdì, Moretti non ha escluso che l’incendio sia stato provocato dai bengala utilizzati sulle bottiglie di champagne a Capodanno, ma è convinto che “ci sia anche altro”. “Li utilizziamo da dieci anni e non abbiamo mai avuto problemi”, ha dichiarato. “Sistematicamente, quando serviamo una bottiglia in sala - ha confermato la moglie - aggiungiamo una candela scintillante”.
Moretti ha ammesso anche di avere comperato lui, in un negozio di bricolage, il rivestimento isolante e di averlo installato durante i lavori di ristrutturazione del 2015, quando hanno acquistato il locale. Da allora due volte sono intervenute le autorità.
Nel 2020 - hanno scritto Le Matin Dimanche e il SonntagsZeitung - è stata aperta una inchiesta penale su 75.500 euro di fondi che avevano ottenuto come prestito Covid, in parte utilizzati per acquistare una Maserati, che è finita in un non luogo a procedere perché hanno dimostrato che l'auto non era di proprietà loro, ma era nei conti della società. Mentre nel 2022 è intervenuto l’ispettorato del lavoro dopo segnalazioni di dipendenti francesi di irregolarità come orari di lavoro e riposi non rispettati e lavoro notturno non pagato.
Altra questione riguarda i precedenti di Moretti, che ha subito almeno una condanna nel 2008 in Francia per induzione aggravata alla prostituzione. La legge vallese prevede che i gerenti dei locali non possano avere condanne per “un crimine, delitto, una contravvenzione che possano presentare un pericolo” nella gestione, ma ai Moretti sono stati dati i permessi per Le Constellation e poi per due altri locali.
Secondo una persona a loro vicina, citata da Matin Dimanche, il motivo è che a loro è stato chiesto solo il casellario svizzero. Nel frattempo, un’inchiesta su un altro rogo, avvenuto in un edificio a 400 metri di distanza dal Costellation nel 2022 per una sauna mal funzionante - ha rivelato la tv Rts -, ha mostrato carenze dei controlli. Il responsabile antincendio di Lens (non lo stesso incaricato del locale di Crans), indagato, ha infatti ammesso di non averli fatti perché nel comune aveva da fare oltre mille controlli ed erano prioritari quelli in scuole ed alberghi.