CRANS-MONTANA – Momenti di forte tensione si sono verificati pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio di Jessica Moretti nell’ambito dell’inchiesta sul rogo del discobar Le Constellation di Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno e costato la vita a diverse persone.
All’arrivo dei coniugi Moretti, proprietari del locale e indagati, scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, alcuni familiari delle vittime si sono avventati contro di loro, e tra spintoni e urla si è consumato un acceso scambio verbale tra una madre e Jacques Moretti.
“Siete la mafia, avete pagato 200mila franchi ed è finita!”, ha gridato la donna. “No, non c’è mafia, sono un lavoratore”, ha risposto l’uomo, aggiungendo: “Mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”.
Anche Michel Pidoux, padre del diciassettenne Tristan morto nel rogo, ha contestato le dichiarazioni dei proprietari: “Dicono che la colpa è di Cyanne, del Dj, del Comune, ma solo parole. Questa gente non ha il cuore, solo il cuore dei soldi”.
Nel corso dell’interrogatorio, Jessica Moretti ha dichiarato di comprendere “la rabbia e l’odio” dei parenti e ha assicurato la disponibilità a rispondere alle loro domande. “Non si può andare contro un incendio. La mia priorità era dare l’allarme e far evacuare le persone”, ha spiegato, rispondendo a un legale che le chiedeva conto della sua uscita immediata dal locale.
L’avvocato dei coniugi, Nicola Meier, ha parlato di “aggressione fisica” inattesa, sostenendo che i Moretti avevano espresso la volontà di incontrare i familiari. Durante una pausa dell’udienza lo stesso legale è stato avvicinato e strattonato da un parente di una vittima, dovendo poi allontanarsi.
Intanto, in Italia, prosegue un’indagine parallela della Procura di Roma. Eleonora Palmieri, ventinovenne veterinaria di Cattolica rimasta ferita nell’incendio, è stata ascoltata come testimone e le è stato sequestrato il telefono. La giovane, riferiscono i legali, è ancora sotto choc e potrebbe costituirsi parte civile.
Nell’interrogatorio ha ricostruito i momenti della fuga, descrivendo una folla in panico e il rapido propagarsi del fumo e delle fiamme. Ha riportato ustioni alle mani e agli arti superiori e fatica ancora a muovere le dita, circostanza che potrebbe incidere sulla sua attività professionale.