ROMA — L’occupazione continua a crescere in Italia, ma il volto del mercato del lavoro cambia sotto la spinta della transizione demografica.

Nel secondo trimestre del 2026 gli occupati hanno raggiunto quota 24 milioni e 447mila, 246mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento dell’1%. Il tasso di occupazione è salito al 63,4%, mentre quello di disoccupazione è sceso al 5,9%.

È quanto emerge dal nuovo Bollettino Cnel sul mercato del lavoro, realizzato in collaborazione con l’Istat, che mette in evidenza soprattutto il crescente peso dei lavoratori tra i 50 e i 64 anni. In un solo anno, infatti, gli occupati in questa fascia sono aumentati di 327 mila unità, mentre il numero degli occupati è diminuito tra i 35 e i 49 anni e tra i 15 e i 24 anni.

“L’occupazione cresce, ma non tutte le generazioni ne beneficiano allo stesso modo: in un solo anno si registrano 327mila occupati in più tra i 50 e i 64 anni, mentre diminuiscono nelle fasce 35-49 e 15-24 anni. È la fotografia di un mercato del lavoro in espansione, nel quale la transizione demografica sta ridisegnando la composizione della forza lavoro, sempre più matura”, osserva il presidente del Cnel, Renato Brunetta.

I lavoratori tra i 50 e i 64 anni sono oggi 9,6 milioni, pari a circa il 39% del totale degli occupati, e il loro tasso di occupazione ha raggiunto il 68,3%, quasi due punti in più rispetto al 2025. Si tratta di una trasformazione strutturale che emerge con ancora maggiore evidenza guardando al lungo periodo: dal 2004 il tasso di occupazione di questa fascia d’età è cresciuto di oltre 26 punti percentuali.

Particolarmente rilevante è l’aumento dell’occupazione femminile, con il relativo tasso salito nell’ultimo anno di 2,2 punti, fino al 58,5%.

Il quadro delineato dal Cnel mostra inoltre un rafforzamento della componente stabile del mercato del lavoro. I dipendenti a tempo indeterminato sono aumentati di 155mila unità, mentre quelli a termine sono diminuiti di 33mila. In crescita anche il lavoro indipendente, che registra 123 mila occupati in più.

Sul piano territoriale, il miglioramento più marcato del tasso di occupazione si registra nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 51,1%, con un aumento di 0,9 punti percentuali. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione nel Sud scende dal 12,1% al 10,4%, ma il complesso resta ancora molto distante dai livelli del Nord, dove il tasso di occupazione arriva al 70,6%.

I dati mostrano quindi un mercato del lavoro complessivamente più dinamico, ma attraversato da una trasformazione demografica destinata ad avere conseguenze sempre più rilevanti. La crescita dell’occupazione si concentra infatti soprattutto nelle fasce d’età più mature, mentre diminuisce la presenza delle generazioni più giovani.

“Questi numeri ci dicono che non basta guardare a quanti occupati abbiamo. Dobbiamo osservare chi sta entrando e chi resta nel mercato del lavoro. L’aumento dell’occupazione è un segnale positivo, ma la sua crescente concentrazione nelle età più mature richiama il tema del ricambio generazionale e delle opportunità per i giovani. Demografia e lavoro sono ormai due facce della stessa trasformazione”, conclude Brunetta.