DARWIN - Il governo del Northern Territory rivendica i primi risultati della propria strategia su legge e ordine, dopo un calo complessivo dei reati registrati nell’ultimo anno.
Secondo i dati diffusi oggi, il numero di vittime di crimini è diminuito del 9,2 per cento tra gennaio e novembre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La ministro capo Lia Finocchiaro ha parlato di 2.200 persone in meno coinvolte come vittime di reato, definendo i numeri una conferma dell’efficacia delle riforme avviate dal suo governo dopo l’insediamento nel 2024.
Le statistiche mostrano un calo delle aggressioni del cinque per cento, una riduzione del 30 per cento sia dei furti in abitazione sia di quelli ai danni di esercizi commerciali, e un calo del 17 per cento nei furti di veicoli.
“Le riforme introdotte finora hanno reso il Territorio più sicuro, come avevamo promesso”, ha dichiarato Finocchiaro, che ricopre anche l’incarico di ministro della Polizia. La lotta alla criminalità, ha aggiunto, resterà la priorità assoluta dell’esecutivo anche nel 2026.
Il governo ha adottato una linea intransigente fin dall’inizio del mandato, intervenendo in particolare sulle leggi in materia di libertà su cauzione. Le norme più restrittive hanno contribuito a un aumento marcato della popolazione carceraria, dove molti detenuti rimangono in custodia cautelare in attesa di giudizio. Una scelta che continua a suscitare dibattito, ma che l’esecutivo difende come necessaria per ristabilire ordine e sicurezza.
Il commissario Martin Dole ha riconosciuto che persistono aree critiche, citando Tennant Creek come uno dei principali punti caldi. Un picco di reati registrato nelle prime due settimane di gennaio ha portato a un rafforzamento immediato della presenza di polizia, con l’arresto di 11 giovani e un rapido ridimensionamento degli episodi criminali.
Dole ha però invitato a non confondere singoli episodi violenti in comunità remote con veri e propri incrementi strutturali della criminalità. Scontri recenti in alcune comunità indigene, con feriti e veicoli incendiati, rientrano secondo il commissario in dinamiche di conflitto locale ricorrenti. A Wadeye, ad esempio, la polizia è riuscita a mediare tra clan familiari rivali senza dover inviare rinforzi aggiuntivi.
Restano tuttavia problemi gravi legati alla violenza domestica e agli abusi di alcol in alcune aree remote. Dole ha sottolineato la necessità di una collaborazione più stretta tra comunità e forze dell’ordine per affrontare queste criticità.
Nel frattempo, il governo punta a rafforzare la presenza visibile delle forze dell’ordine. A febbraio inizierà l’addestramento del primo gruppo di Public Safety Officers: 24 reclute che, dopo un corso di 18 settimane, saranno dispiegate in spazi pubblici come complessi di edilizia popolare, centri commerciali, rivendite di alcol e mezzi di trasporto. Armati come gli agenti regolari, avranno il compito di prevenire comportamenti antisociali, liberando risorse della polizia per indagini più complesse e reati gravi.