CANBERRA - La crisi del carburante in Australia sarà al centro di un nuovo incontro urgente tra governo federale e Stati, con l’ipotesi di misure per contenere la domanda di benzina e nafta mentre aumentano i timori per l’impatto sui prezzi dei generi alimentari.
Il Consiglio intergovernativo dovrebbe riunirsi lunedì per la seconda volta in pochi giorni, in un contesto segnato da carenze diffuse e prezzi in aumento. Quasi 500 distributori risultano privi di almeno un tipo di carburante.
L’opposizione chiede interventi immediati sulla distribuzione. Il leader Angus Taylor ha invitato il governo a intervenire direttamente presso le compagnie per spostare le forniture verso le aree più colpite. Il fronte conservatore accusa l’esecutivo di lentezza nella gestione della crisi.
Il governo sostiene che la complessità delle catene di approvvigionamento richiede tempo per redistribuire le scorte, anche attingendo alle riserve strategiche.
Nel frattempo, il ministro dell’Energia Chris Bowen non esclude misure per ridurre i consumi, come incentivare il lavoro da casa o aumentare l’uso di carburanti miscelati come l’E10.
Ma l’impatto più immediato potrebbe vedersi nei supermercati. Secondo l’esperta di logistica Elizabeth Jackson, l’aumento dei costi del carburante si rifletterà inevitabilmente sui prezzi dei generi alimentari.
“Ogni alimento prodotto in Australia dipende dalla nafta, sia per il trasporto sia per la produzione agricola”, ha spiegato. Dalle macchine agricole alla distribuzione, l’intera filiera è legata ai combustibili.
I primi rincari potrebbero materializzarsi entro due o tre settimane, partendo dai prodotti freschi, più sensibili alle variazioni dei costi di trasporto. Più che un aumento improvviso, si prevede una crescita graduale dei prezzi.
La situazione mette in evidenza la vulnerabilità del sistema australiano, fortemente dipendente dai combustibili fossili importati. Secondo gli esperti, servirebbero investimenti più consistenti in fonti alternative per ridurre l’esposizione a shock esterni.
Nel breve periodo, però, i margini di intervento restano limitati. Le autorità possono agire sulla distribuzione e sulla gestione della domanda, ma difficilmente potranno evitare del tutto gli effetti economici della crisi.
Anche il settore della grande distribuzione si prepara ad adattarsi. Coles ha annunciato che rivedrà più frequentemente i costi di trasporto per riflettere l’andamento dei prezzi del carburante, una misura che potrebbe tradursi in ulteriori aumenti per i consumatori.
Con il conflitto in Medio Oriente ancora in corso, la pressione su carburante e prezzi resta alta, e le prossime settimane saranno decisive per capire l’entità dell’impatto sull’economia quotidiana.