CANBERRA - Sussan Ley rivendica il sostegno del Partito liberale e lascia aperta la porta a una futura riconciliazione con i Nazionali, nonostante la decisione del partito rurale di rompere la Coalizione per la seconda volta dalle elezioni federali del 2025.
La frattura si è consumata ieri, quando il leader dei Nazionali David Littleproud ha definito l’alleanza “insostenibile”, accusando Ley di averla portata a una situazione ormai irreversibile.
Nella giornata di ieri, la leader dell’opposizione ha evitato apparizioni pubbliche, spiegando di voler rispettare la giornata nazionale di lutto per le vittime dell’attentato terroristico di Bondi. Questa mattina, però, Ley è tornata a parlare, affermando di avere pieno sostegno all’interno del suo partito. “Sono sostenuta dal Partito liberale e dalle decisioni che ho preso finora - ha detto ospite di Seven Sunrise, chiarendo al tempo stesso che “la porta non è chiusa” a una futura ricomposizione della Coalizione, pur sostenendo che la sua attenzione non sia concentrata su questo scenario.
Le tensioni tra i due partiti si sono acuite dopo il voto sulle leggi contro i crimini d’odio, approvate con il sostegno dei Liberali e respinte dai Nazionali per timori legati alla libertà di espressione. Secondo indiscrezioni, Littleproud avrebbe chiesto a Ley di reintegrare immediatamente tre senatori Nazionali che si erano dimessi dagli incarichi di vertice dopo aver votato contro la linea concordata. Ley non ha smentito i resoconti su un colloquio telefonico particolarmente acceso tra i due.
All’interno dei Liberali, intanto, cresce l’ipotesi di una futura sfida alla leadership, che potrebbe materializzarsi con il ritorno del parlamento a febbraio. I nomi più citati come possibili successori sono quelli di Angus Taylor e Andrew Hastie, anche se entrambi dividono il partito. Hastie viene visto da alcuni come troppo ideologico per ampliare il consenso elettorale, mentre Taylor porta con sé critiche legate al suo operato da responsabile economico all’opposizione.
Anche nei Nazionali circolano voci su un possibile ripensamento della leadership, ma l’ex ministro Susan McDonald ha difeso Littleproud, affermando che la sua posizione è al momento solida. Pur dicendosi fiduciosa in una futura riunione della Coalizione, ha avvertito che non avverrà a breve. “Uniti siamo più forti - ha detto -. ma le circostanze attuali rendono improbabile una riconciliazione nel breve periodo”.
Con l’intero fronte dei Nazionali dimissionario dagli incarichi di vertice e la preparazione di una nuova squadra esclusivamente interna al partito, la crisi appare destinata a protrarsi, mettendo alla prova la tenuta dell’opposizione nei prossimi mesi.