CANBERRA - L’Australia si avvia verso un nuovo minimo storico nel tasso di natalità. I dati più recenti indicano che il total fertility rate (TFR) — cioè il numero medio di figli per donna — potrebbe scendere quest’anno a 1,42, il livello più basso mai registrato.

Sarebbe l’ennesimo passo in una discesa lunga decenni: il paese è sotto la soglia di sostituzione di 2,1 figli per donna da quasi 50 anni, ma negli ultimi tempi la tendenza si è accentuata.

Nel 2023 il TFR era sceso a 1,49, poi a 1,48 nel 2024. Per il 2025 la previsione era intorno a 1,45, secondo le nuove stime del Centre for Population. Ora l’asticella si abbassa ancora, segnalando un cambiamento strutturale che non dipende da una singola causa, ma da una combinazione di fattori.

Uno dei motori principali è lo spostamento in avanti dell’età in cui si diventa genitori. Sempre più australiani scelgono di avere figli più tardi, spesso per ragioni economiche o di stabilità lavorativa.

Anche quando la genitorialità arriva, però, molte famiglie si fermano a un solo figlio. La ragione è spesso pratica: crescere più bambini in Australia è diventato molto costoso tra spesa alimentare, affitti o mutui, e costi scolastici. Il risultato è una riduzione del numero di figli complessivo, anche senza un calo drastico del desiderio di diventare genitori.

Accanto alle famiglie “one and done”, crescono anche i nuclei senza figli. In alcuni casi si tratta di una scelta, legata a stili di vita diversi o alla rinuncia consapevole alla genitorialità. In altri, la causa è sanitaria: problemi di fertilità colpiscono circa una coppia su nove. E qui entra in gioco un altro elemento decisivo, spesso meno visibile: l’accesso alla procreazione medicalmente assistita.

Metodi come la fecondazione in vitro (IVF) possono rappresentare l’unica strada per avere un figlio, ma comportano costi elevati e percorsi lunghi, con risultati non garantiti. Molte persone iniziano il percorso e si fermano perché finiscono i risparmi prima di ottenere una gravidanza. Lo stesso vale per coppie dello stesso sesso o per individui che vogliono diventare genitori, ma devono sostenere spese aggiuntive per poter accedere alle tecniche necessarie.

Il governo sostiene di voler ridurre la pressione sulle famiglie. Nel rapporto del Centre for Population, il ministro del Tesoro Jim Chalmers afferma che l’esecutivo sta introducendo misure per rendere più semplice avere figli per chi lo desidera, puntando su un sistema più universale di educazione e cura nella prima infanzia e sull’espansione del paid parental leave.

Intanto, la domanda resta aperta: quanto di questo calo riflette scelte personali e quanto invece vincoli economici e sociali? Con un TFR previsto a 1,42, il dibattito non riguarda solo i numeri, ma il tipo di paese che l’Australia sta diventando.