BUENOS AIRES – La fiscal María del Rosario Selvatici, titolare della Procura Penale, Contravvenzionale e per le Infrazioni n. 31 della Città di Buenos Aires, ha avviato questo martedì mattina un’indagine sul crollo del parcheggio di un edificio del programma PROCREAR nel quartiere di Parque Patricios.  

L’episodio ha coinvolto più di 200 residenti, anche se fortunatamente non si registrano feriti né persone rimaste intrappolate. 

Il cedimento si è verificato nelle prime ore della giornata, quando è collassato il cortile interno di un grande complesso residenziale situato nell’area denominata Estación Buenos Aires. Il progetto comprende 56 edifici, oltre 2.300 appartamenti, 1.049 posti auto e 74 locali commerciali. 

In via precauzionale, le autorità hanno disposto l’evacuazione totale del complesso. I Vigili del Fuoco della Città hanno riferito che nel piano interrato corrispondente al parcheggio è crollato il soffitto, staccandosi parte della soletta in cemento armato su una superficie approssimativa di 50 per 70 metri. 

La fiscal Selvatici ha classificato il fascicolo con l’ipotesi di reato di “disastro” e ha ordinato una serie di misure investigative, tra cui la raccolta di tutta la documentazione relativa all’opera. In particolare, ha richiesto i permessi di costruzione, i dati dell’ingegnere responsabile e dell’amministratore coinvolti nel progetto, nonché le registrazioni delle telecamere di sicurezza a partire da martedì e fino a 30 giorni precedenti, oltre ai filmati sin dall’inizio dei lavori. 

Al momento del crollo, secondo le testimonianze dei residenti, l’impresa costruttrice stava eseguendo lavori di ristrutturazione a causa di infiltrazioni d’acqua. 

Restano ancora da chiarire le cause tecniche del cedimento. Non è escluso un errore architettonico di calcolo, di progettazione o di esecuzione dei lavori.  

Tra le ipotesi al vaglio vi sono una possibile insufficienza dello strato di cemento armato applicato, un errato calcolo dei carichi della soletta o una progettazione inadeguata della struttura, considerato che sopra di essa era presente un terreno esposto alle intemperie e quindi soggetto ad assorbire acqua piovana.