CANBERRA – CSIRO ha siglato una partnership quinquennale con Moderna per sviluppare nuove capacità di ricerca nel campo della biosicurezza e migliorare la risposta australiana a future minacce biologiche.
L’accordo prevede la creazione di un acceleratore dedicato in particolare alle malattie infettive e alle tecnologie basate sull’RNA messaggero, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per trasformare il lavoro di laboratorio in strumenti utilizzabili contro emergenze sanitarie emergenti.
Il ministro della Difesa Richard Marles ha sottolineato che la capacità di reagire rapidamente a questo tipo di rischio rappresenta una componente importante della sicurezza nazionale.
“La capacità dell’Australia di rispondere in modo rapido ed efficace alle minacce per la biosicurezza è una parte importante della nostra capacità di tenuta nazionale”, ha dichiarato.
Marles ha aggiunto che iniziative di questo tipo possono aiutare il Paese a prepararsi meglio alle nuove sfide, contribuendo allo stesso tempo alla sicurezza, alla stabilità e alla prosperità dell’intera regione.
Moderna è uno dei principali gruppi farmaceutici specializzati nell’impiego della tecnologia mRNA, utilizzata per addestrare il sistema immunitario tramite istruzioni genetiche invece di ricorrere a parti fisiche di virus o batteri, come avviene nei vaccini tradizionali.
L’azienda ha utilizzato questa piattaforma nello sviluppo di un vaccino contro il COVID-19 e sta al momento conducendo sperimentazioni cliniche sull’influenza aviaria.
Il ministro della Scienza Tim Ayres ha evidenziato anche i vantaggi per i ricercatori australiani coinvolti nel progetto.
“La CSIRO è una delle principali organizzazioni scientifiche australiane e questa partnership ci consentirà di sfruttare le conoscenze sviluppate nel Paese a beneficio di tutti gli australiani”, ha affermato.
Secondo Ayres, alcuni dei migliori ricercatori nazionali avranno inoltre l’opportunità di confrontarsi direttamente con le competenze sviluppate da Moderna nel campo delle biotecnologie.
La collaborazione non sarà limitata al settore sanitario.
Una parte del programma sarà dedicata infatti all’esame delle misure di biosicurezza nell’agricoltura, con l’obiettivo di individuare strumenti e procedure che possano essere applicati sia in Australia sia nei Paesi del Pacifico.
Il progetto intende così rafforzare le capacità scientifiche nazionali e regionali in un settore che comprende tanto la prevenzione delle malattie infettive quanto la protezione delle filiere agricole da eventuali minacce biologiche.