L'AVANA - Cuba compie un passo significativo verso l’apertura economica, annunciando che i cubani residenti all’estero e i loro discendenti potranno investire sull’isola.

La dichiarazione è arrivata dal ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri, Oscar Pérez-Oliva Fraga, durante un’intervista rilasciata, a L’Avana. all’emittente statunitense NBC.

“Cuba è aperta a mantenere una relazione commerciale fluida con aziende statunitensi e anche con cubani residenti negli Stati Uniti e i loro discendenti”, ha affermato il ministro, sottolineando la volontà del governo di ampliare le opportunità economiche e attrarre capitali.

L’annuncio arriva in un contesto complesso, segnato da un rafforzamento delle pressioni da parte di Washington, che secondo L’Avana avrebbe imposto una sorta di “blocco energetico di fatto” nell’ambito della politica di massima pressione contro il governo comunista. Tuttavia, lo stesso governo cubano ha recentemente confermato l’esistenza di colloqui in corso con gli Stati Uniti, segnalando una possibile fase di dialogo.

Secondo Pérez-Oliva, il piano in discussione non si limita al commercio, ma include un ampio pacchetto di riforme economiche. Tra le priorità figurano grandi investimenti in infrastrutture, in particolare nei settori turistico, minerario ed energetico, considerati strategici per la crescita del Paese.

L’obiettivo dichiarato è creare un “ambiente dinamico per gli affari”, capace di attrarre investitori nonostante le difficoltà legate alle sanzioni internazionali. Le stesse linee guida sono state ribadite anche nel programma televisivo statale Mesa Redonda, dove diverse componenti del governo hanno sostenuto la necessità di accelerare le riforme.

Tra i protagonisti di questa fase emerge il primo ministro Manuel Marrero, indicato come figura chiave nei negoziati con Washington. Parallelamente, secondo alcune indiscrezioni, gli Stati Uniti avrebbero posto condizioni politiche rilevanti per un eventuale accordo, tra cui le dimissioni del presidente Miguel Díaz-Canel.

Nonostante queste tensioni, il governo cubano sembra determinato a esplorare nuove strade per rilanciare l’economia, coinvolgendo anche la diaspora cubana, storicamente esclusa dai processi di investimento diretto sull’isola. Una mossa che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase di apertura, non solo economica ma anche politica.

Oscar Pérez-Oliva Fraga è parte della cerchia familiare allargata della storica leadership cubana. È infatti figlio di Mirsa Fraga Castro e nipote di Ángela Castro, sorella maggiore di Fidel e Raúl Castro, il che lo rende un pronipote della famiglia Castro. Pur avendo questo legame diretto, non appartiene alla prima linea degli eredi politici della rivoluzione.

Classe 1971, ingegnere elettronico laureato alla Cujae, ha costruito una carriera lontano dai riflettori, emergendo all’interno del conglomerato militare Gaesa. In particolare, ha ricoperto il ruolo di direttore della Valutazione degli investimenti nella Zona speciale di sviluppo di Mariel, lavorando sotto la guida del generale Luis Alberto Rodríguez López-Calleja, figura chiave del sistema economico-militare cubano.

Conosce da vicino il funzionamento dell’apparato economico del regime, pur non essendo un militare né un economista. Il suo profilo è quello di un tecnico orientato alle strategie di business e all’apertura commerciale. Negli ultimi anni è stato progressivamente promosso: nel 2024 è diventato ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri, mentre il 17 ottobre 2025 è stato nominato vice primo ministro, mantenendo entrambe le cariche.