ALBA (CUNEO) – Non pensava ad Edmondo De Amicis, Patricia González, quando ha deciso di intitolare Dalla Patagonia alle Langhe il suo progetto artistico. Eppure, c’è un filo che lo unisce al racconto Dagli Appennini alle Ande del libro Cuore. Ed è l’idea del viaggio come ricerca.
Nella storia di De Amicis, è il tredicenne Marco che parte da Genova per cercare la madre, emigrata in Argentina e della quale si sono perse le tracce.
Patricia, invece, è spinta una ricerca artistica e umanistica. Che inizia nella sua galleria d’arte a Buenos Aires, Natural Bio Art Gallery, e chiude il cerchio a La Morra (Cuneo), con una collettiva di artisti italiani e argentini, uniti dal comune interesse per la bioarte, la green art e ogni espressione creativa che cerchi un equilibrio uomo-natura e contribuisca a diffondere una coscienza ambientale.
“Mio marito è piemontese, di Alba, la zona delle Langhe – dice –. E io ho realizzato un sogno, vivere sei mesi a Buenos Aires e sei mesi, quelli che coincidono con la bella stagione, in Italia”.
Ha scelto di fare base ad Alba (Cuneo), una decisione per nulla scontata per chi lavora nel mercato dell’arte.
“È stato mio marito a consigliarmi di non infatuarmi di Milano o Torino, piazze molto inflazionate – dice –. Ma di guardare a questa zona del Piemonte, con i suoi vigneti e paesaggi con i quali mi trovo in profonda sintonia”.

Patricia González nei locali di Natural Bio Art Gallery.
Oltretutto, si tratta di una zona ben frequentata da turisti di target alto, provenienti dal Nord Europa, appassionati di vino, formaggi, buona cucina. Che viaggiano nel segno della lentezza e non disdegnano acquisti di una certa importanza, come un quadro, appunto.
La mostra, che si inaugura il 6 luglio nella Torre Campanaria di La Morra (e continuerà per tutto il mese), ha come tema la re-significazione dei pittori viaggiatori del 19° secolo. “Quelli che per esempio seguivano Humboldt e Bonpland nelle loro esplorazioni in Sudamerica, Patagonia in particolare – spiega Patricia –. Ritraevano animali e piante locali e li facevano conoscere al pubblico del Vecchio Mondo”.
A esporre sono 15 artisti scelti da Patricia sulla base di criteri “artistici e umani al tempo stesso”. E precisa: “Non credo alla mistica dell’artista consacrato, voglio lavorare con persone che si mettono in gioco e vivono seguendo gli ideali espressi dai loro lavori. Al tempo stesso, credo nel mercato e nella possibilità di guadagnare facendo arte”.
Le opere esposte sono state portate in Italia personalmente da Patricia. “Ho viaggiato con le 60 tele e il mio cane” racconta. “Gli artisti me le hanno affidate, mi hanno dato fiducia e non me la sono sentita di lasciarle in mano spedizionieri. Le volevo con me sull’aereo”.
Ora mancano pochi giorni all’inaugurazione. “Siamo elettrizzati – ammette –. E gli artisti sono davvero pieni di aspettative. Non è facile esporre all’estero per noi argentini. Spero di non deluderli”.