Molto spesso quando vediamo un’ape ronzare attorno a noi, non le diamo molta importanza. Anzi, il più delle volte ne siamo infastiditi. Ma, come sarebbe un mondo senza api? Bisognerebbe rinunciare non solo al miele, ma anche ad oltre 4.000 tipi di verdure e un terzo dei nostri cibi. E… a qualche cocktail.
Giacomo Franceschi, bartender vincitore del premio Australia Gin Cocktail Cup 2019, ha fatto la sua fortuna, ad esempio, proprio grazie alle api. Oltre a saper miscelare liquori e bevande analcoliche, Giacomo ha una grande passione per questi insetti, tanto da spendere quasi più tempo con loro che con le persone. “Sono diventato un apicoltore perché voglio far capire alla gente l’importanza delle api. Più ne controlliamo, più le aiutiamo ad espandersi. È giusto scegliere il miele al posto dello zucchero nonostante sia più caro e scomodo da usare, ma è l’azione più sostenibile da intraprendere”.
L’importanza del ruolo delle api nel mantenimento dell’ecosistema del nostro pianeta è sempre più riconosciuta. Infatti, è proprio grazie a questo insetto che le piante riescono a riprodursi, perché le api si nutrono del nettare, la parte zuccherina prodotta dai fiori maschili per richiamarle. Poi, attraverso il consumo di questa naturale sostanza, i laboriosi insetti si impregnano di polline e trasportano il seme alle piante femminili. Nel tentativo di evidenziarne l’importanza, il 20 maggio si celebra la giornata mondiale delle api e per l’occasione Greenpeace lancia un monito su come questo meraviglioso insetto si stia estinguendo su scala mondiale. Dagli anni ‘90 ad oggi si è vista la diminuzione di oltre il 25% della loro specie.
Il miele, poi, può essere un ingrediente fondamentale nella preparazione non solo di molti piatti e dolci, ma anche di cocktail e bevande. Difatti, Giacomo ha iniziato a sperimentare negli anni scorsi quella che è poi diventata la sua nuova bevanda al miele.
Questo drink, imbottigliato con il nome di Beesbucha, si ottiene tramite la fermentazione naturale del miele e l’aggiunta di banana. “La connessione con la natura che si ha in Australia è diversa da quella che si ha in Europa - spiega il bartender apicoltore - e ha influenzato il mio stile di preparare i drink. Questo rispetto per l’ambiente mi ha fatto arrivare alla mia bevanda”.
Giacomo ora lavora a un progetto intitolato “Plant to glass”, ossia, oltre ad allevare le api, si prende cura di 45 piante, i cui frutti saranno successivamente usati nei suoi cocktail: per l’appunto “dalla pianta al bicchiere”.
Giacomo, toscano d’origine ma Sydneysider d’adozione, alleva le sue api in degli alveari ideati da due esperti apicoltori di Byron Bay, Stuart e Cedar Anderson. I due, padre e figlio, hanno inventato un sistema che permette l’estrazione del miele tramite un tubo che porta il nettare dall’alveare al barattolo, senza riscaldarlo, né filtrarlo, né processarlo. Questa tecnica è rivoluzionaria, perché permette l’estrazione del miele senza danneggiare le api e sicuramente con meno pericoli per gli apicoltori. Tecnica che ha una valenza ancora più importante se si considera che nel Queensland la siccità e la desertificazione di alcune aree sta mettendo a grave rischio la popolazione delle api. Buone notizie, invece, arrivano dal New South Wales, dove il presidente della NSW Apiarists’ Association, Stephen Targett, ha dichiarato che dopo la terribile stagione degli incendi che aveva drasticamente ridotto la popolazione delle api nello Stato, le recenti piogge combinate con l’attivo rimboscamento hanno aiutato la riproduzione di questo meraviglioso insetto giallo e nero.