ROMA - Il divieto di partecipare a riunioni o assembramenti in luogo pubblico potrà essere disposto dal giudice con la sentenza di condanna per una serie di reati, che spaziano dall’attentato con finalità terroristiche o eversive alla devastazione e saccheggio, fino alle lesioni commesse contro appartenenti alle forze dell’ordine, operatori sanitari o arbitri. È quanto emerge dalla scheda di sintesi del nuovo decreto sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri.
In base al provvedimento, il questore potrà imporre al condannato l’obbligo di presentarsi uno o più volte negli uffici di polizia, negli orari indicati, nei giorni in cui si svolgono manifestazioni oggetto del divieto. La violazione comporterà pene comprese tra quattro mesi e un anno di reclusione.
Il decreto introduce anche nuove regole in materia di indagini giudiziarie nei casi in cui emerga in modo evidente la presenza di cause di giustificazione, come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere o l’uso legittimo delle armi. In queste situazioni il pubblico ministero procederà con una annotazione preliminare in un registro separato, mantenendo comunque le garanzie difensive previste dall’ordinamento.
Un capitolo riguarda la vendita di armi improprie. Il testo prevede il divieto di commercializzare, anche online e tramite piattaforme elettroniche, strumenti da punta e taglio ai minori. Le sanzioni amministrative, irrogate dal prefetto, andranno da 500 a 3.000 euro, con aumenti fino a 12.000 euro in caso di reiterazione e la possibile revoca della licenza. È inoltre previsto l’obbligo per gli esercenti di tenere un registro elettronico giornaliero delle operazioni di vendita, pena sanzioni comprese tra 2.000 e 10.000 euro. Queste disposizioni entreranno in vigore sessanta giorni dopo l’adozione del decreto.
Sul fronte dell’immigrazione, il provvedimento modifica il Testo unico inserendo tra le cause ostative all’ingresso in Italia alcuni reati, tra cui l’alterazione di armi, la fabbricazione di esplosivi non riconosciuti e il porto di armi o strumenti da punta e taglio per cui non è ammessa licenza.
All’ordine del giorno del Cdm, oltre al decreto-legge e al disegno di legge del pacchetto sicurezza approvati, figurano anche un decreto per superare i rilievi della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto di Messina e il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva e la parità salariale tra uomini e donne.
Il decreto e il disegno di legge sulla sicurezza, composti ciascuno da circa trenta articoli, sono stati messi a punto dopo una lunga serie di riunioni tecniche e un confronto politico, anche alla luce dei rilievi del Quirinale sui temi del fermo preventivo e dello scudo penale.