CANBERRA - Il forte calo della spesa registrato a dicembre ha contribuito ad attenuare le preoccupazioni della Reserve Bank su una possibile nuova accelerazione dell’inflazione.

Secondo i dati diffusi oggi dall’ABS, la spesa delle famiglie è diminuita dello 0,4 per cento su base mensile, interrompendo una serie di aumenti che aveva riacceso i timori su una domanda interna troppo vivace.

All’inizio di febbraio la Banca centrale aveva rialzato i tassi d’interesse per la prima volta in oltre due anni, citando una crescita della domanda privata più rapida del previsto e un conseguente disallineamento dell’economia. I numeri di dicembre, però, starebbero a suggerire che la spinta dei consumi potrebbe essersi già affievolita.

La flessione viene registrata dopo incrementi consistenti: più uno per cento a novembre e più 1,4 per cento a ottobre. Il responsabile delle statistiche economiche dell’ABS, Tom Lay, ha spiegato che il dato riflette in larga parte uno spostamento temporale della spesa. Molti acquisti sono stati anticipati nei mesi precedenti per sfruttare eventi promozionali come il Black Friday e altre campagne di sconti.

Il calo ha interessato sia beni discrezionali sia voci considerate essenziali. La spesa per abbigliamento e calzature è scesa del 2,4 per cento, mentre quella sanitaria è diminuita dell’1,3 per cento. In quest’ultimo caso, Lay ha indicato come fattore rilevante l’aumento dei tassi di bulk-billing, che ha ridotto i costi diretti per le famiglie.

Su base annua, la crescita dei consumi è rallentata dal sei per cento registrato fino a novembre al cinque per cento nei dodici mesi chiusi a dicembre. Per l’economista capo di Oxford Economics Australia, Ben Udy, il quadro resta comunque solido. La spesa continua a crescere a un ritmo dello 0,9 per cento su base trimestrale e sarebbe stata ancora più elevata se non fosse per la diffusione del tabacco di contrabbando, escluso dalle statistiche ufficiali.

Guardando avanti, Udy prevede che il rialzo dei tassi deciso dalla RBA peserà sui consumi nel corso del 2026. Tuttavia, un raffreddamento graduale dell’inflazione e una crescita salariale ancora sostenuta dovrebbero evitare un deterioramento marcato della fiducia delle famiglie.

Alla dinamica dei consumi si è affiancata una ripresa sostenuta degli investimenti privati, in particolare nel settore dei data centre. Un’ondata di nuovi progetti ha contribuito a rafforzare la domanda, anche se molti restano in fase di pianificazione e devono fare i conti con limiti strutturali, primo fra tutti l’accesso a forniture elettriche affidabili.

Nel complesso, la combinazione di una spesa familiare in rallentamento e investimenti ancora selettivi offre alla Reserve Bank qualche margine in più.

I dati di dicembre non cancellano i rischi inflazionistici, ma indicano che l’economia potrebbe già star rispondendo alla stretta monetaria, riducendo la pressione per ulteriori interventi nel breve periodo.