CANBERRA - I veterani australiani chiedono al governo del primo ministro Anthony Albanese di “frenare” sulla vendita di immobili della Difesa, un’operazione pensata per finanziare le Forze armate e ridurre le spese di gestione.
La richiesta viene inoltrata dopo l’annuncio di ieri: 67 siti verranno venduti totalmente o in parte, in quella che il Partito laburista ha definito “la più grande dismissione del patrimonio immobiliare della Difesa nella storia australiana”.
Secondo le stime del governo, la vendita dovrebbe portare 1,8 miliardi di dollari al bilancio della Difesa e garantire un risparmio di circa 100 milioni l’anno in costi di manutenzione. Un pacchetto che l’esecutivo presenta come una scelta pragmatica: liberare risorse per le capacità militari e, allo stesso tempo, rendere disponibili terreni per nuovi progetti abitativi.
Ma l’operazione tocca un nervo scoperto. Il presidente nazionale di RSL Australia, Peter Tinley, ha detto che l’organizzazione è pronta a collaborare con il governo, ma che serve “prendere fiato”. “Non sono campi vuoti su un foglio di calcolo: sono luoghi dove gli australiani hanno imparato a fare i soldati, dove si sono creati legami di cameratismo e dove generazioni si sono preparate a difendere questa nazione - ha dichiarato -. Il governo deve frenare. Prendersi un momento. Perché una volta che questi siti sono andati, sono andati per sempre”.
Tinley ha anche sottolineato che molti veterani hanno legami personali con queste strutture e che meritano più di un annuncio in conferenza stampa. Tra i siti inclusi ci sono caserme storiche, depositi per l’addestramento e un centro di rimpatrio per militari feriti di ritorno dalla guerra. In totale, le proprietà della Difesa in Australia coprono circa 3,8 milioni di ettari.
Uno dei punti più contestati riguarda l’impatto pratico: dove si addestreranno cadetti e riservisti, e come verrà mantenuta una presenza nella comunità, soprattutto se alcune aree chiave nelle grandi città finiranno sul mercato.
Il ministro della Difesa Richard Marles ha riconosciuto che il piano è stato osteggiato anche ai vertici militari, con preoccupazioni particolarmente forti nell’esercito. L’audit sul patrimonio immobiliare ha indicato la necessità di spostare personale da alcune sedi storiche verso strutture più nuove.
Tra i beni in lista figurano le Victoria Barracks di Sydney, istituite nel 1840, e l’omonimo sito heritage di Melbourne, centrale durante entrambe le guerre mondiali. Nei prossimi anni i siti saranno trasferiti al Dipartimento delle Finanze, incaricato di trovare acquirenti: secondo funzionari governativi, alcune vendite potrebbero richiedere anni.