WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la guerra contro l’Iran è vicina a una svolta, sostenendo che gli obiettivi principali sono “quasi completati”.
Nel corso di un discorso televisivo alla nazione, il presidente ha cercato di rassicurare un’opinione pubblica sempre più stanca del conflitto e preoccupata per le ricadute economiche.
“Questa sera posso dire che i nostri obiettivi strategici fondamentali sono vicini al completamento - ha affermato -. Finiremo il lavoro e lo faremo molto rapidamente. Siamo molto vicini”.
Trump ha rivendicato risultati militari importanti, sostenendo che le forze statunitensi hanno distrutto gran parte della marina e dell’aviazione iraniana e compromesso i programmi missilistici e nucleari di Teheran. “La maggior parte dei leader iraniani sono morti. Le loro navi sono sparite e le loro forze aeree sono in rovina”, ha detto.
Nonostante il messaggio di chiusura imminente, il presidente ha confermato che gli attacchi continueranno ancora per due o tre settimane. “Colpiremo l’Iran con forza”, ha dichiarato, lasciando intendere che l’intensità delle operazioni potrebbe crescere prima di una conclusione.
Trump ha anche ribadito una linea dura sulla questione nucleare: “Non consentiremo mai all’Iran di avere l’arma nucleare”. Allo stesso tempo, ha sostenuto che gli Stati Uniti non dipendono dal petrolio che transita nello Stretto di Hormuz, invitando altri Paesi a “andarselo a prendere” autonomamente.
Il discorso viene pronunciato in un momento delicato per la Casa Bianca. I sondaggi mostrano un calo del consenso e una crescente opposizione alla guerra, mentre l’aumento dei prezzi del carburante pesa sulle famiglie americane. Trump ha attribuito il rincaro agli attacchi iraniani contro le petroliere, definendolo un effetto temporaneo.
Tuttavia, il presidente non ha fornito una tempistica chiara per la fine del conflitto, né ha escluso nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, una prospettiva che potrebbe aggravare ulteriormente la crisi globale dell’energia.
Nel suo intervento non ha fatto riferimento diretto alla NATO, nonostante nelle ore precedenti avesse criticato gli alleati per il limitato sostegno alle operazioni.
Il quadro che emerge è quello di una guerra che viene presentata come quasi conclusa, ma che resta aperta su più fronti, sia militari sia politici, con un equilibrio ancora incerto tra dichiarazioni e realtà sul terreno.