CANBERRA - L’Australia si prepara a una svolta senza precedenti: da mercoledì 10 dicembre scatterà il divieto per gli under 16 di utilizzare i principali social network, tra cui Instagram, Facebook, Snapchat e TikTok. Una misura definita “pionieristica” dal governo, ma che secondo il ministro delle Comunicazioni Anika Wells richiederà tempo per essere pienamente efficace, perché molti ragazzi proveranno comunque a eludere le regole.
Nel discorso che terrà al National Press Club, Wells riconoscerà che “ci saranno ancora ragazzi con un account il 10 dicembre, e forse per un po’ dopo”. Ma il messaggio alle piattaforme sarà inequivocabile: chi consente la presenza di minori “sta violando la legge” e non verrà lasciato impunito. Secondo i dati ufficiali, l’86 per cento dei giovanissimi tra 8 e 15 anni utilizza almeno un social: una diffusione così ampia da rendere inevitabile un periodo di assestamento.
Meta inizierà a rimuovere gli account dei minori già da domani. Gli utenti identificati erroneamente potranno dimostrare la maggiore età tramite Yoti — una piattaforma terza — oppure tramite un documento ufficiale. Altri social stanno introducendo procedure simili, ma TikTok non ha ancora comunicato in che modo gestirà gli appelli.
Giovedì 11, il giorno successivo all’avvio del divieto, il commissario eSafety invierà notifiche ai dieci social presenti nella “lista dinamica”, chiedendo prove concrete dell’applicazione delle nuove disposizioni: tra queste, il numero di account under 16 prima e dopo l’entrata in vigore della legge. Le piattaforme rischiano fino a 49,5 milioni di dollari di sanzioni se non dimostreranno di aver adottato misure “ragionevoli” per impedire ai minori di accedere ai servizi.
Le richieste di informazioni continueranno per almeno sei mesi, con aggiornamenti mensili per valutare il rispetto delle norme. Le piattaforme dovranno implementare sistemi di age assurance, pur senza essere vincolate a una tecnologia specifica. Il governo non esclude che la lista dei servizi sottoposti a obblighi possa ampliarsi nei prossimi mesi.
Per Wells, la priorità è chiara: creare un ambiente digitale più sicuro per i minori, imponendo alle big tech una responsabilità finora elusa. Anche se i più giovani tenteranno scorciatoie, il governo australiano intende mantenere la pressione alta.