LONDRA - Nuovi documenti governativi pubblicati nel Regno Unito rivelano che il primo ministro Keir Starmer era stato avvertito dei possibili rischi nel nominare Peter Mandelson ambasciatore britannico a Washington, riaccendendo il dibattito politico sulla controversa decisione.

I file, più di cento pagine di materiale legato al processo di verifica preliminare dell’incarico, indicano che funzionari governativi avevano sollevato preoccupazioni riguardo alle implicazioni reputazionali della nomina.

Tra i motivi indicati nei documenti figurano l’amicizia di Mandelson con il finanziere Jeffrey Epstein, condannato negli Stati Uniti per reati a sfondo sessuale, ma anche precedenti controversie politiche e le dimissioni rassegnate in passato da incarichi governativi.

Secondo uno dei documenti, redatto come consulenza diretta al primo ministro nel dicembre 2024, il rapporto tra Mandelson ed Epstein sarebbe proseguito anche dopo la condanna del finanziere nel 2008 per aver procurato una minorenne.

Il documento afferma che i contatti tra i due continuarono tra il 2009 e il 2011, periodo in cui Mandelson ricopriva il ruolo di ministro per le imprese nel governo Laburista. In quello stesso periodo, secondo quanto riportato, Mandelson avrebbe anche soggiornato nella residenza di Epstein.

Un’altra nota interna riferisce di una conversazione tra il consulente legale di Starmer e il consigliere per la sicurezza nazionale Jonathan Powell. In quel resoconto Powell avrebbe definito il processo di nomina “insolitamente affrettato”.

Powell avrebbe inoltre espresso preoccupazioni sulla reputazione pubblica di Mandelson durante colloqui con Morgan McSweeney, allora capo dello staff del primo ministro.

La pubblicazione dei documenti segue settimane di pressione politica da parte dell’opposizione conservatrice, che aveva chiesto la diffusione dei file relativi alla procedura di nomina.

Starmer aveva inizialmente difeso la propria decisione sostenendo di non essere stato pienamente informato sull’estensione dei rapporti tra Mandelson ed Epstein.

Alcuni deputati dell’opposizione contestano questa versione e sostengono che i documenti dimostrerebbero che il primo ministro fosse a conoscenza dei legami da tempo.

Il conservatore Alex Burghart ha dichiarato in parlamento che è difficile credere che Starmer non avesse compreso la portata della vicenda.

La polemica si è riaccesa anche dopo che è emerso che Mandelson aveva richiesto oltre mezzo milione di sterline di indennità dopo essere stato rimosso dall’incarico diplomatico. Il governo ha infine concordato un pagamento di 75mila sterline, definendolo un accordo ragionevole.

Ulteriori documenti dovrebbero essere pubblicati nei prossimi mesi, ma alcune comunicazioni restano riservate a causa dell’indagine di polizia in corso.

Mandelson, arrestato il mese scorso con l’accusa di condotta impropria in pubblico ufficio e successivamente rilasciato su cauzione, non ha commentato pubblicamente le nuove rivelazioni.