KIEV – La macchina diplomatica si rimette faticosamente in moto con un nuovo incontro tra Russia, Ucraina e Usa in programma domani, 17 febbraio, a Ginevra - e l’Europa ancora esclusa - mentre sul terreno il copione non cambia, con bombardamenti e blackout che attanagliano la popolazione ucraina in questo difficile, quinto inverno di guerra. Sette le persone uccise nei raid russi nell’arco di 24 ore, secondo le autorità di Kiev.

Dopo i primi due incontri trilaterali svoltisi ad Abu Dhabi alla fine di gennaio e inizio di febbraio, il Cremlino ha annunciato che i negoziatori di Mosca, Kiev e Washington si rivedranno nella città svizzera. A guidare la delegazione russa sarà il consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, che prenderà il posto del capo dei servizi segreti militari, l’ammiraglio Igor Kostyukov.

Ma fonti informate hanno detto all’agenzia Tass che a Ginevra ci sarà anche Kirill Dmitriev, il consigliere di Vladimir Putin per gli investimenti esteri. Da parte ucraina, Zelensky ha confermato la formazione dei negoziatori di Abu Dhabi, guidati dal segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale Rustem Umerov e dal capo del gabinetto presidenziale, Kyrylo Budanov.

Per il momento nessun ruolo è riservato all’Europa, dopo il tentativo del presidente francese Emmanuel Macron di tastare il terreno per l’apertura di un dialogo con il Cremlino. Una mossa che non ha certo incontrato l’approvazione di altri Paesi della Ue, in particolare della Germania.

“La Russia non è ancora intenzionata a parlare seriamente”, ha affermato il cancelliere Friedrich Merz da Monaco di Baviera, in occasione dell’apertura della Conferenza sulla sicurezza. “Questa guerra - ha aggiunto - finirà solo quando la Russia sarà esausta almeno economicamente, e potenzialmente militarmente. Ci stiamo avvicinando a questo momento”. A Monaco è arrivato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha avuto una serie di contatti diplomatici, tra cui un incontro con il segretario di Stato americano, Marco Rubio.

“La guerra in Ucraina è terribile, la gente sta soffrendo è il periodo più freddo dell’anno”, ha detto ai giornalisti il capo della diplomazia americana. Parlando dei contatti a Monaco, Zelensky ha detto che con gli alleati punta a “porre fine alla guerra con una pace dignitosa”.

Di particolare importanza è stato anche un incontro tra il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, e il suo omologo cinese, Wang Yi. Un colloquio “significativo e produttivo”, lo ha definito Sybiha, durante il quale il rappresentate di Pechino ha promesso la fornitura di “un ulteriore pacchetto di assistenza umanitaria energetica all’Ucraina”. Zelensky ha già visto i leader del gruppo di Berlino e Ursula von der Leyen ha ribadito l’impegno europeo a fornire “solide garanzie di sicurezza”. A soffiare sul collo del leader ucraino è invece Donald Trump: “Deve darsi una mossa, la Russia vuole un accordo”.

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha esortato a non considerare la Russia come “un orso possente”, ma come una “lumaca da giardino”, a giudicare dalla velocità con cui le truppe di Mosca avanzano in Ucraina, al prezzo, ha detto, di “perdite sbalorditive”. 

“Gli Usa continuano a fornire armi attraverso il programma Purl. E ai nostri partner dico: non date aiuti militari all’Ucraina fuori da Purl. Così avete fotografie sui media ma le cose che servono davvero all’Ucraina sono dentro quella lista, gli ucraini hanno bisogno del nostro supporto”, ha concluso Rutte a Monaco.

Ma i bombardamenti russi continuano a colpire infrastrutture energetiche e logistiche. Dopo i nuovi raid, nella notte tra giovedì e venerdì, si registravano blackout in sei regioni dell’Ucraina. Le autorità locali hanno riferito che tre fratelli, di cui uno minorenne, e un altro uomo sono stati uccisi in raid russi su Kramatorsk.