WASHINGTON – Ferito dalla Corte Suprema sui dazi e in difficoltà nei sondaggi, Donald Trump torna a prendere di mira la Groenlandia.
In un post su Truth sabato sera, mentre ospitava alla Casa Bianca una cena con i governatori degli Stati americani, il tycoon ha annunciato l’invio di una nave ospedale battente bandiera a stelle e strisce sull’isola più grande al mondo, per per prendersi cura - ha spiegato - di molte persone malate e non assistite”. “Sta arrivando!”, ha chiuso. Il post è accompagnato da un’illustrazione della Usnc Mercy, una nave ospedale della Marina Usa.
L’imbarcazione, però, è in manutenzione dalla scorso anno presso un cantiere navale dell’Alabama, dove è ormeggiata anche l’altra nave ospedale, la Usns Comfort. I motivi dell’annuncio - che ha colto tutti di sorpresa - non sono noti. Il Pentagono ha rimandato per chiarimenti allo Us Northern Command che, a sua volta, ha indirizzato chi chiedeva lumi verso la Casa Bianca.
Preso da altri dossier nelle ultime settimane Trump non era più tornato sulla Groenlandia, limitandosi a dire che le trattative con danesi e groenlandesi avviate dopo Davos stanno continuando. Se ci siano progressi o meno nei colloqui non è chiaro.
L’isola è nel mirino del presidente da anni, ma da quando è tornato alla Casa Bianca per il suo secondo mandato Trump ha decisamente alzato il tiro, facendo salire la tensione con gli alleati europei. Il tycoon, del resto, ritiene la Groenlandia essenziale per la difesa dell’Artico dalle mire di Russia e Cina, oltre a essere una terra ricca di minerali preziosi e cruciale per il sistema missilistico Golden Dome che il presidente vuole installare.
La replica della premier danese, Mette Fredriksen, tra sarcasmo e ironia, non si è fatta attendere, sottolineando le enormi differenze tra la sanità pubblica danese a quella privata americana.
“Sono felice di vivere in un Paese in cui tutti hanno libero e uguale accesso all’assistenza sanitaria - scrive la premier sul suo account Instagram - e dove non sono le assicurazioni e il proprio patrimonio a determinare il trattamento adeguato. E l’accesso gratuito alla sanità funziona anche in Groenlandia”, ha precisato.
Sulla vicenda si è espresso anche il ministro della difesa danese, Troels Lund Poulsen, spiegando che il governo non era a conoscenza di questa decisione da parte di Washington: “La popolazione groenlandese riceve le cure sanitarie di cui ha bisogno. Inoltre i groenlandesi possono ricevere cure specialistiche anche in Danimarca. Non è dunque necessario un intervento sanitario specifico in Groenlandia. E ove fosse necessario - ha tagliato corto - se ne occuperebbero già oggi il governo groenlandese e il Regno di Danimarca”.
Dello stesso tenore le parole del primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen. All’invio della nave ospedale americana ha risposto con un secco “no grazie”. Poi ha spiegato che sull’isola c’è un “sistema sanitario pubblico che garantisce cure gratuite ai cittadini. Si tratta di una scelta deliberata e di una parte fondamentale della nostra società.
Non è così negli Stati Uniti, dove andare dal medico ha un costo”. In Groenlandia ci sono sei ospedali per una popolazione di circa 60.000 persone e di recente è stata stipulata un’intesa per migliorare l’acceso dei pazienti alle cure anche negli ospedali danesi.