WASHINGTON - L’amministrazione Trump ha lanciato una vasta operazione legale e commerciale per blindare la propria politica tariffaria.

Dopo la clamorosa bocciatura della Corte Suprema, che ha dichiarato incostituzionali i dazi imposti lo scorso anno, il presidente ha avviato inchieste a carico di 60 partner commerciali (inclusi l’Unione Europea, il Regno Unito, il Canada e la Cina) accusandoli di sfruttare il lavoro forzato per alimentare una sovrapproduzione di beni. 

L’obiettivo di questa mossa è trasformare i dazi temporanei del 10% (attualmente imposti per 150 giorni) in misure permanenti. Per farlo, l’amministrazione si è appellata alla Sezione 301 del Trade Act del 1974, che autorizza il presidente a colpire pratiche commerciali estere ritenute inique. 

Dopo la sentenza sfavorevole, Trump ha fatto ricorso alla Sezione 122 del Trade Act, che permette dazi d’emergenza senza l’ok del Congresso, ma solo per un periodo limitato. 

Le nuove inchieste devono concludersi entro l’estate, quando scadranno i 150 giorni di validità delle attuali sanzioni. L’intenzione è quella di non farsi trovare impreparati e, potenzialmente, alzare le tariffe dal 10% al 15%. 

La nuova indagine non analizzerà le situazioni interne dei Paesi, ma si concentrerà specificamente sulle leggi che regolano l’esportazione di beni prodotti in condizioni di sfruttamento. “Per troppo tempo i lavoratori statunitensi hanno subito il vantaggio artificiale della piaga del lavoro forzato”, ha dichiarato Jamieson Greer, rappresentante Usa per il Commercio. 

Oltre al lavoro forzato, l’ufficio di Greer sta valutando altre pratiche inique per le quali colpire i partner globali, come le tasse sui servizi digitali e i prezzi dei prodotti farmaceutici. L’indagine coinvolge inoltre settori specifici, in particolare il commercio del riso e il comparto ittico. 

La battaglia sui dazi è diventata un caso politico nazionale. La sentenza della Corte Suprema è stata firmata anche da due giudici nominati dallo stesso Trump, un dettaglio che il presidente ha commentato con aspro disappunto. Greer è stato esplicito sulla determinazione dell’amministrazione: “La politica rimane la stessa, gli strumenti possono cambiare a causa dei capricci dei giudici”.