ROMA - Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno scorso a Villa Pamphili a Roma, sono state entrambe strangolate. È quanto emerso dalle testimonianze dei medici legali del Policlinico Gemelli, sentiti davanti alla Prima Corte di Assise nel processo che vede imputato Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna e della figlia. 

Secondo quanto riferito in aula, la causa di morte per entrambe è asfissia meccanica da strangolamento. I decessi sarebbero avvenuti in momenti diversi: Anastasia tra il 3 e il 5 giugno, mentre la piccola fra le 24 e le 35 ore prima del ritrovamento, presumibilmente nel pomeriggio o nella sera del 6 giugno. 

Il primo medico intervenuto il giorno del sopralluogo ha ricostruito che il corpo della bambina fu trovato per primo, nudo e a pancia in giù, con diverse escoriazioni. Poco distante, durante gli accertamenti, venne rinvenuto anche quello della madre, parzialmente coperto da un telo di plastica. Le condizioni del cadavere della donna, a causa del sacco e delle alte temperature, erano in avanzato stato di decomposizione. 

I medici legali hanno inoltre spiegato che lo stomaco della bimba era completamente vuoto, elemento che indica come non mangiasse da giorni. Per quanto riguarda Anastasia, nonostante lo stato di putrefazione, non sono emerse patologie pregresse.  

“La putrefazione maschera ma non cancella”, ha affermato uno dei consulenti. Nel corpo della donna è stata rilevata anche una grande quantità di alcol. 

Nel corso del processo, la difesa di Kaufmann, rappresentata dall’avvocato Paolo Foti, ha chiesto di disporre una perizia psichiatrica per accertare la capacità dell’imputato di stare in giudizio. La decisione è attesa nei prossimi giorni.  

La procura contesta al cittadino statunitense il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna, dalla discendenza in relazione alla figlia e dall’occultamento di cadavere. 

I genitori di Anastasia Trofimova sono parte civile nel procedimento. Tra aprile e maggio verranno in Italia, per essere sentiti in aula. “Con la rogatoria ci sarebbero state difficoltà estreme, quindi verranno in Italia e vedranno in faccia l’assassino”, hanno spiegato i loro legali, Arturo Salerni e Mario Angelelli.