MOSCA - Secondo rapporti dell’intelligence occidentale citati dal Financial Times, la Russia sarebbe pronta a completare entro la fine di marzo una massiccia fornitura di droni, medicinali e cibo all’Iran.  

Le trattative segrete sarebbero iniziate appena pochi giorni dopo l’attacco subito da Teheran il 28 febbraio scorso, segnando un salto di qualità nel supporto di Mosca. Per la prima volta dall’inizio della guerra, il Cremlino si sarebbe mostrato disposto a fornire al suo alleato supporto letale diretto, oltre ai già consolidati flussi di immagini satellitari e dati di intelligence. 

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha liquidato come “menzogne” le indiscrezioni sulla fornitura di armamenti, pur confermando che il dialogo con la leadership iraniana resta costante.

Mosca ha preferito porre l’accento sulla dimensione umanitaria della cooperazione, dichiarando di aver già inviato oltre 13 tonnellate di medicinali attraverso l’Azerbaigian e di voler proseguire su questa rotta. Tuttavia, analisti occidentali ritengono che l’intervento russo punti non solo a rafforzare le capacità belliche iraniane, ma a garantire la stabilità politica del regime di fronte alle pressioni esterne. 

Sebbene l’Iran sia un produttore massiccio di velivoli senza pilota, con oltre tremila lanci dall’inizio dei combattimenti, le sue necessità belliche sono cambiate.

Antonio Giustozzi del Rusi sottolinea infatti che Teheran non cerca più il volume, ma capacità avanzate, e Mosca starebbe consegnando modelli come il Geran-2, basati sul progetto iraniano Shahed-136 ma perfezionati dai russi. Nicole Grajewski di Sciences Po spiega che i russi hanno migliorato drasticamente i motori, la navigazione e i sistemi anti-jamming degli Shahed originali, rendendo queste versioni evolute più efficaci di quelle prodotte localmente in Iran.  

Sul fronte della difesa aerea, Teheran ha concordato l’acquisto di 500 unità di lancio Verba e 2.500 missili 9M336, tuttavia Mosca ha opposto un netto rifiuto alla richiesta per i sofisticati sistemi S-400, probabilmente per evitare un’escalation irreversibile delle tensioni con gli Stati Uniti. 

Il trasferimento di equipaggiamenti militari avviene principalmente attraverso la rotta del Mar Caspio, considerata vitale per aggirare le sanzioni. Proprio la scorsa settimana, Israele ha colpito uno dei nodi chiave di questa rete di trasporto, nel tentativo di interrompere il flusso di tecnologia russa che potrebbe rendere i droni iraniani capaci di eludere le difese aeree più moderne.