IL CAIRO – Un “comportamento vergognoso, inaccettabile sia dal diritto islamico che dal diritto internazionale umanitario” e che “costituisce un crimine di guerra”: così il segretario generale della Lega araba, Aboul Gheit, ha condannato l’attacco iraniano al porto di Salalah in Oman, una “brutale aggressione” con missili che hanno danneggiato diversi serbatoi di carburante all’interno del porto. Ancor più grave, evidenzia Gheit, l’attacco contro un Paese, l’Oman, “che si è sforzato in ogni modo possibile di risparmiare alla regione e all’Iran il flagello della guerra attraverso notevoli sforzi di mediazione”.
“Il deliberato attacco dell’Iran a siti civili e infrastrutture vitali nella regione del Golfo, l’inquinamento dell’ambiente marino con l’affondamento di gigantesche petroliere in un mare semichiuso, l’impatto sugli impianti di desalinizzazione e il bombardamento di impianti petroliferi rappresentano una minaccia per il tessuto stesso della vita civile”, ha aggiunto.
Jamal Roshdy, portavoce del segretario generale, ha sottolineato che “lo scetticismo dell’Iran riguardo all’identità dei responsabili dell’attacco al porto di Salalah in Oman non diminuisce la sua chiara responsabilità per la pericolosa situazione che ha creato nella regione del Golfo”.
Intanto l’Egitto torna a condannare gli attacchi iraniani nel Golfo e, consultati Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Bahrein, Oman e Germania, sottolinea la necessità di “sviluppare una visione nuova e completa per la sicurezza regionale, in cooperazione con partner regionali e internazionali amici”.
La priorità - ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty - va data alla sicurezza nazionale araba, all’attivazione dell’Accordo di difesa araba congiunta e alla formazione di una forza araba congiunta, “considerando questa l’unica garanzia per preservare la sicurezza e la sovranità degli Stati arabi di fronte alle attuali minacce”.