LONDRA – Un confronto tra sei vini, due mondi enologici e un verdetto affidato al palato dei partecipanti: è questa la formula scelta dall’Ealing Wine Club per il prossimo appuntamento, in programma lunedì 12 ottobre alle 19 alla Friendship House, 1B The Mall, Ealing, con la serata Old World vs New World – Six wines, two worlds, one verdict: yours, un tasting pensato non soltanto per mettere a confronto produzioni e tradizioni differenti, ma anche per interrogarsi sull’evoluzione della viticoltura al di fuori dei confini europei.
La degustazione proporrà infatti sei vini provenienti da Spagna, Francia, Italia, Sudafrica, Cile e Stati Uniti: per il Vecchio Mondo saranno presentati uno Chardonnay Sparkling spagnolo, un Sauvignon Blanc francese e un Primitivo di Puglia, mentre il Nuovo Mondo sarà rappresentato da uno Chardonnay Sparkling sudafricano, un Sauvignon Blanc cileno e uno Zinfandel statunitense, in un percorso che consentirà di osservare come vitigni, territori, condizioni climatiche e differenti approcci produttivi possano tradursi in interpretazioni profondamente diverse.
“Il terzo evento sarà dedicato al confronto tra i vini del Vecchio Mondo e quelli del Nuovo Mondo – spiega Valeriano Drago, presidente del Circolo MIE di Londra, Movimento Italiano in Europa, tra le associazioni che hanno patrocinato la nascita dell’Ealing Wine Club –. Metteremo a confronto, in sostanza, lo stesso vino o lo stesso vitigno prodotto in territori differenti e, in alcuni casi, sottoposto a trattamenti diversi. Sarà interessante capire come cambiano le caratteristiche del vino e se, nel Nuovo Mondo, determinate produzioni abbiano acquisito caratteristiche o qualità differenti. È proprio questo il bello di un tasting: attraverso il confronto si possono scoprire differenze, evoluzioni e peculiarità”.
La domanda al centro della serata sarà dunque volutamente aperta: il Nuovo Mondo è riuscito a raggiungere, o persino a superare, la tradizione e la reputazione delle grandi aree vinicole europee? A stabilirlo saranno direttamente i partecipanti, chiamati a degustare i sei vini senza che il giudizio sia condizionato da una risposta prestabilita, in uno spirito che rende l’iniziativa accessibile anche a chi non possiede conoscenze specialistiche.
L’appuntamento del 12 ottobre rappresenta così un nuovo capitolo di un’attività che, a pochi mesi dalla sua nascita, ha già superato le aspettative degli organizzatori.
L’Ealing Wine Club è stato inaugurato lo scorso maggio con il patrocinio di alcune associazioni italiane, tra cui il Circolo MIE di Londra, e ha costruito il proprio programma attraverso format capaci di unire degustazione, confronto e dimensione culturale.
“Da maggio ad oggi abbiamo già organizzato diversi eventi, che hanno riscosso sempre un grande successo”, racconta Drago, ricordando come il primo appuntamento, dopo l’inaugurazione, sia stato una sfida tra Nord e Sud Italia, vinta dai vini meridionali, mentre il secondo, ribattezzato in italiano Cinque ombre di Rosé, ha portato il pubblico alla scoperta dei vini rosati in un evento organizzato a Hounslow, quartiere vicino a Ealing. Una progressione che, secondo il presidente del Circolo MIE, sta trovando una risposta particolarmente significativa anche al di fuori della comunità italiana.
“Sta andando molto bene, anche al di là delle nostre aspettative. Abbiamo già individuato sedi un po’ più grandi per i prossimi eventi, perché la richiesta è in continua crescita”, sottolinea Drago, individuando proprio nella partecipazione del pubblico locale uno degli elementi più significativi del progetto. “L’aspetto che mi fa più piacere, anche in qualità di presidente del Circolo MIE e dell’associazione che ha patrocinato la nascita del Wine Club, è il coinvolgimento sempre maggiore degli inglesi. Queste iniziative piacciono e, insieme alle altre attività che organizziamo, vediamo una risposta sempre più significativa da parte della comunità locale. È qualcosa di fantastico”.
E ancora: “Per il Wine Club è un risultato eccezionale, ma lo è anche per la nostra associazione, perché noi siamo, se non l’unica, sicuramente una delle pochissime associazioni italiane così aperte e impegnate a integrarsi con la comunità e con il territorio che ci ospita”, afferma Drago.
La degustazione del 12 ottobre sarà accompagnata da un pairing gastronomico, elemento che caratterizza gli appuntamenti del club e che, in questa occasione come nelle precedenti, vedrà la collaborazione di NonnaLisa Catering e del TIP – The Italian Pantry, realtà con cui l’Ealing Wine Club ha sviluppato una collaborazione nell’ambito delle iniziative dedicate alla valorizzazione della cultura del vino e delle eccellenze agroalimentari italiane.
È proprio questa dimensione interdisciplinare uno degli aspetti che il club intende consolidare nei prossimi mesi: “Cerchiamo da sempre di abbinare le attività enogastronomiche a iniziative culturali: il vino dialoga con l’arte e con diverse altre espressioni culturali. Cerchiamo quindi di proporre attività diverse, mantenendoci sempre attenti alle nuove idee e, come si dice, cercando di stare sul pezzo”.
L’obiettivo dichiarato è ora quello di ampliare ulteriormente la partecipazione e il numero degli iscritti, mantenendo al tempo stesso quella combinazione tra identità italiana e apertura internazionale che sembra essere uno degli elementi distintivi dell’iniziativa. Il calendario già definito conferma, del resto, la volontà di proporre formule diverse e progressive, capaci di accompagnare il pubblico alla scoperta del vino attraverso prospettive sempre nuove: dopo l’appuntamento di ottobre, a novembre è previsto un blind tasting, mentre a dicembre sarà la volta di un horizontal tasting, nel quale lo stesso vitigno sarà messo a confronto attraverso produzioni provenienti da terroir differenti, per evidenziare l’influenza di clima, altitudine, temperatura e caratteristiche del territorio; a gennaio seguirà una degustazione verticale, dedicata all’evoluzione dello stesso vino attraverso annate diverse, mentre a febbraio il programma prevede un cheese and wine pairing, costruito sull’incontro tra formaggi e vini, esplorando gli abbinamenti sia attraverso l’armonia sia attraverso il contrasto.
Il percorso dell’Ealing Wine Club, dunque, prosegue con un calendario che punta a combinare divulgazione e convivialità, senza trasformare la degustazione in un’attività riservata agli esperti, ma utilizzandola come occasione di confronto e scoperta. È anche in questa apertura che Drago individua una delle prospettive più importanti per il futuro: “Confidiamo in un coinvolgimento sempre maggiore sia della comunità italiana sia della comunità che ci ospita, mantenendo sempre un’attenzione particolare a ciò che rappresenta la nostra cultura e, in questo caso, alla cultura del vino”.