CANBERRA – Le proposte dei principali partiti per ridurre l’immigrazione rischiano di trascurare uno degli strumenti che, secondo il settore delle costruzioni, potrebbe contribuire ad aumentare l’offerta di abitazioni: permettere agli studenti internazionali di svolgere veri e propri apprendistati nei mestieri edili.

Partito laburista, Coalizione e One Nation hanno recentemente presentato programmi differenti per ridurre gli ingressi migratori, intervenendo in particolare sui visti temporanei, sugli studenti internazionali e sulla selezione dei lavoratori qualificati.

Il piano del governo Laburista prevede una revisione del sistema a punti per la migrazione qualificata, attribuendo alle qualifiche professionali nei mestieri connessi alla costruzione di abitazioni lo stesso valore riconosciuto a una laurea universitaria.

Nessuna delle proposte, tuttavia, modifica un ostacolo ritenuto fondamentale dall’industria: le attuali condizioni dei visti studenteschi non consentono di completare un apprendistato.

La CEO di Master Builders Australia, Denita Wawn, ritiene questa impostazione poco lungimirante durante una crisi abitativa e in presenza di una crescente carenza di lavoratori qualificati.

Circa la metà degli apprendisti australiani nel settore delle costruzioni abbandona infatti il proprio percorso prima di completarlo.

“Se continueremo ad accogliere studenti internazionali in Australia, soprattutto offrendo loro opportunità di restare nel Paese, dovremmo creare maggiori incentivi proprio nei settori dove le competenze sono realmente necessarie”, ha affermato Wawn.

Uno dei principali ostacoli riguarda il limite imposto agli studenti internazionali, che durante i periodi di studio possono lavorare fino a 48 ore ogni due settimane, un monte ore insufficiente per svolgere un normale apprendistato.

Geordan Murray, direttore per l’ACT dell’Housing Industry Association, ritiene che le imprese sarebbero fortemente interessate a un sistema capace di accogliere apprendisti stranieri, anche se una riforma richiederebbe modifiche considerevoli.

Un’altra questione riguarda i costi. Le qualifiche professionali ricevono importanti sovvenzioni pubbliche per gli studenti australiani, agevolazioni che non vengono normalmente riconosciute ai cittadini stranieri.

Un apprendista internazionale potrebbe quindi sostenere costi molto più elevati, potenzialmente comparabili alle rette richieste per un corso universitario.

Secondo Murray, la scelta diventerebbe quindi anche economica: un giovane straniero dovrebbe valutare se investire la stessa cifra in una qualifica professionale oppure in una laurea.

Per il settore edilizio, tuttavia, modificare questa parte del sistema dei visti rappresenterebbe un passaggio importante per indirizzare l’immigrazione sulle competenze necessarie a costruire nuove abitazioni.