PARIGI – L’ascesa dell’estrema destra francese ha raggiunto un altro traguardo domenica, con il Rassemblement National di Marine Le Pen che ha registrato il miglior risultato di sempre al primo turno delle elezioni comunali, considerate un banco di prova per le sue ambizioni presidenziali. Il sindaco uscente Louis Aliot è stato rieletto agevolmente a Perpignan, l’unica città con una popolazione superiore a 100.000 abitanti in cui il partito aveva già presentato le proprie candidature.

I candidati del Rassemblement National hanno dominato il primo turno anche a Tolone e sono stati testa a testa con la sinistra a Marsiglia e Nîmes.

A ulteriore dimostrazione dello spostamento degli elettori conservatori verso l’estrema destra, Éric Ciotti, ex leader del partito di centro-destra Les Républicains e ora alleato di Le Pen, ha ottenuto un netto vantaggio a Nizza, città della Costa Azzurra, con 10 punti di distacco dal sindaco di lunga data Christian Estrosi, dell’alleanza di centro-destra di Macron.

il leader del partito di estrema destra, Jordan Bardella, ha sottolineato come questo sia “un riconoscimento del loro serio lavoro, della gestione onesta e dell’incrollabile impegno al servizio dell’interesse pubblico”.

Guardando al secondo turno, Bardella ha aperto ad alleanze, sottolineando che “laddove il contesto locale lo consenta, il Rassemblement National tende la mano alle liste di destra sincere, alle liste indipendenti e a tutti coloro che rifiutano sia il disordine dell’estrema sinistra sia l’annacquamento all’interno del macronismo”.

Anche Marine Le Pen, storica leader del partito di estrema destra, ha lodato i risultati, sostenendo che RN “ha vinto al primo turno (...) in numerosi comuni, e non solo nelle città in cui era al governo”, senza dare numeri precisi. Il partito sta facendo progressi “ovunque (...) con una reale possibilità di vittoria” al secondo turno del 22 marzo, ha aggiunto.

Il luogotenente di Jean-Luc Mélenchon, Manuel Bompard, ha lanciato immediatamente un appello alle forze della sinistra a “fondersi” già da domani per fare sbarramento all’avanzata dei sindaci dell’estrema destra. Invito al momento respinto da Olivier Faure, segretario socialista: “Non ci sarà alcun accordo nazionale tra il PS e LFI”, ha annunciato.

A Parigi, Emmanuel Grégoire, socialista “investito” da Anne Hidalgo come suo successore, è in testa sulla ex ministra della Cultura Rachida Dati (Républicains), che punta a interrompere 25 anni di ininterrotto regno della gauche nella capitale francese.

Grégoire e Dati andranno al ballottaggio domenica prossima, e già gli sherpa dei partiti sono ovunque al lavoro in buona parte dei 35.000 comuni di Francia per allacciare alleanze e costruire sbarramenti in vista del secondo, decisivo, turno.

Nella capitale, mentre avanza lo spoglio, aumenta lo scarto fra Grégoire (36%) e Dati (24%). Ma la parola passa ora ai partiti, con la destra Républicains che sostiene l’ex ministra della Giustizia che potrebbe avere i voti dell’estrema destra per provare a strappare l’Hotel de Ville alla sinistra.

Oltre 904.000 candidati si sono contesi le cariche elettive in circa 35.000 comuni in tutto il paese, dalle grandi città ai villaggi con poche decine di abitanti. La campagna elettorale è stata in gran parte oscurata dalla guerra con l’Iran e dalle sue conseguenze, in particolare dall’impatto sui prezzi dei carburanti. L’affluenza alle urne è stata inferiore al 59%, in aumento rispetto alle elezioni comunali del 2020, influenzate dal Covid, ma in calo rispetto al 63,5% registrato nel 2014.