CANBERRA - La disinformazione generata dall’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali minacce per le future campagne elettorali in Australia.

È quanto emerge da una revisione interna dopo la netta vittoria alle elezioni federali del 2025, che ha consegnato al partito di Anthony Albanese 94 seggi alla Camera dei rappresentanti, infliggendo una pesante sconfitta sia alla Coalizione che ai Verdi.

Pur elogiando l’efficacia complessiva della strategia elettorale, il rapporto individua diverse aree di miglioramento in vista del prossimo appuntamento alle urne. In particolare, la commissione di revisione – composta da quattro esponenti legati al partito e al mondo sindacale – segnala che gli avversari politici hanno fatto ricorso a contenuti generati dall’IA per diffondere disinformazione durante la campagna del 2025. Tra questi, video e immagini artificiali non etichettati, utilizzati in manifesti e contenuti online.

Secondo il documento, l’intelligenza artificiale ha abbassato drasticamente i costi e aumentato la portata delle operazioni di disinformazione, rendendo sempre più difficile distinguere tra informazioni autentiche e contenuti manipolati. La tendenza più recente non sarebbe più quella di creare singoli messaggi virali, ma di produrre migliaia di varianti leggermente diverse dello stesso messaggio, molto più complesse da individuare e contrastare.

La revisione sottolinea inoltre che l’Australian Electoral Commission dispone di poteri limitati per intervenire contro la disinformazione digitale, evidenziando un vuoto normativo che potrebbe diventare sempre più problematico. In un contesto più ampio, il rapporto rileva che la vittoria laburista è stata facilitata anche dalle difficoltà dell’opposizione, percepita dagli elettori come distante dalle loro preoccupazioni e priva di proposte convincenti su temi chiave.

Tra i fattori che hanno pesato contro la Coalizione vengono citati i costi e i tempi del piano nucleare, oltre alla promessa – poi ritirata – di limitare il lavoro da remoto nel settore pubblico. Il Partito laburista, al contrario, è riuscito a impostare la campagna come una scelta sul miglioramento delle condizioni di vita nei tre anni successivi al voto.

Guardando al futuro, gli autori del rapporto avvertono che mantenere le promesse elettorali sarà essenziale per costruire le basi di una possibile terza vittoria consecutiva. Allo stesso tempo, viene segnalato il rischio crescente di competizioni “a tre”, con indipendenti o terze forze capaci di sfruttare temi locali per insidiare anche seggi considerati sicuri.

In questo scenario, la capacità di contrastare la disinformazione e di adattare le campagne ai nuovi strumenti digitali diventa una priorità trasversale per tutti i partiti.