PYONGYANG - In un seggio elettorale allestito nelle profondità della miniera di carbone giovanile di Chonsong, il leader nordcoreano Kim Jong Un ha espresso il proprio voto per il rinnovo dell’Assemblea popolare suprema. Le elezioni per la quindicesima legislatura, svoltesi domenica 15 marzo, si sono concluse con un’affluenza ufficiale dichiarata del 99,99%, confermando il carattere plebiscitario delle consultazioni nel Paese. 

La scelta del seggio non è stata casuale. Kim Jong Un, accompagnato dalla sorella Kim Yo Jong e dai segretari del Partito del lavoro Kim Jae Ryong e Ri Il Hwan, ha votato per Jo Chol Ho, direttore della miniera e candidato deputato. 

Durante la visita, il leader ha definito l’industria carbonifera la “forza motrice” dello sviluppo economico autosufficiente. Kim ha ricordato che l’ultimo congresso del partito ha fissato l’obiettivo di aumentare la produzione di carbone di 1,2 volte entro il prossimo quinquennio, un segnale chiaro della volontà di puntare sulle risorse interne per contrastare le sanzioni internazionali. 

Sebbene le elezioni parlamentari in Corea del Nord si svolgano solitamente ogni cinque anni, questo voto è stato il primo in sette anni. Il rinvio è legato alla riorganizzazione del processo politico culminata nel congresso del Partito del lavoro dello scorso mese. 

Kim Jong Un, che era stato deputato fino al 2014, non compare più tra i candidati dal 2019, in seguito a una riforma che ha ridefinito la struttura del potere istituzionale, elevando la sua figura al di sopra del parlamento pro forma.