SAN JOSÉ – Le elezioni presidenziali in Costa Rica si sono concluse con una netta vittoria della candidata del partito di governo, Laura Fernández, che ha ottenuto il 53% dei voti già al primo turno. Il risultato — in linea con le previsioni dei sondaggi — conferma il sostegno maggioritario dell’opinione pubblica alla continuità dell’azione politica della presidenza di Rodrigo Chaves.

Il successo di Fernández, che fino allo scorso anno ricopriva l’incarico di ministra nei governi guidati dal presidente uscente, consolida al potere il populismo di destra dopo una campagna elettorale segnata da forte frammentazione e competizione intensa, con un dibattito incentrato soprattutto sulla lotta alla violenza e alla criminalità, fenomeni in crescita nel Paese centroamericano.

La giornata elettorale è stata caratterizzata da un fatto senza precedenti: la presenza di venti candidati alla presidenza. Questa dispersione del voto ha finito per rafforzare il vantaggio di Fernández, che è riuscita a capitalizzare il consenso dell’elettorato filogovernativo e ad attrarre sostegno anche oltre la propria base tradizionale riuscendo ad evitare il ballottaggio e la necessità di alleanze post-elettorali.

La vittoria di Fernández, in uno scrutinio che si è svolto regolarmente e senza incidenti rilevanti,ha visto il partito di governo è giunta dopo avere raccolto il il 53% dei voti.

Il Partido Liberación Nacional si è classificato al secondo posto con circa il 30% dei voti. La Coalición Agenda Ciudadana è arrivata terza con appena il 3,9%. L’affluenza alle urne è stata del 66,96%.

Nel suo primo discorso da presidente eletta, Fernández ha parlato di stabilità, governabilità e responsabilità fiscale, sottolineando la necessità di “rimettere ordine in casa” in un contesto regionale segnato da incertezza economica e tensioni sociali.

La presenza di venti candidature è stata l’elemento più rilevante della consultazione. Mai prima d’ora il Costa Rica aveva visto una scheda elettorale così grande, segnale di un sistema dei partiti in trasformazione e di un elettorato sempre più volatile. La moltiplicazione delle opzioni è stata determinata sia dall’indebolimento delle strutture tradizionali sia dall’emergere di leadership personalistiche, molte delle quali costruite attorno a singoli temi o agende settoriali.

Mentre l’opposizione si è dispersa tra numerose proposte senza riuscire ad articolare un messaggio comune, Fernández si è presentata come l’unica opzione con reali possibilità di governare fin dal primo giorno.

Laura Fernández è una politologa di 39 anni che, tra il 2024 e il 2025, ha ricoperto l’incarico di ministra della presidenza nell’attuale gabinetto del presidente uscente Rodrigo Chaves.

La crescita costante dei reati, in particolare degli omicidi legati al narcotraffico e alla criminalità organizzata, ha soppiantato altre voci tradizionali dell’agenda politica ed è diventata la principale preoccupazione dell’elettorato.

In questo contesto, la candidata della continuità Laura Fernández ha costruito il proprio messaggio attorno alla promessa di contenere la violenza e rafforzare il controllo dello Stato. Durante la campagna elettorale, la candidata ha insistito su un approccio di “mano ferma nel rispetto dello stato di diritto”, combinando maggiori investimenti nelle forze di sicurezza, il coordinamento regionale contro il narcotraffico e programmi di prevenzione sociale nelle aree più vulnerabili.

Ha inoltre promesso la costruzione di un megacarcere, sul modello di quello già esistente in El Salvador sotto la presidenza di Bukele.