WASHINGTON - A poche ore dall’annuncio della tregua di due settimane con l’Iran, le urne di Georgia e Wisconsin hanno restituito un’immagine complessa e inquieta dell’elettorato statunitense.

Se da un lato il movimento “Make America Great Again” tiene nelle roccaforti rurali, dall’altro i margini di vittoria si assottigliano, segnalando una crescente ansia per la retorica bellica dell’amministrazione. 

Nel 14° distretto della Georgia, il repubblicano Clay Fuller (sostenuto incondizionatamente da Donald Trump) ha vinto l’elezione speciale per sostituire l’ex fedelissima Marjorie Taylor Greene. Tuttavia, il dato politico non è la vittoria, ma il margine.  

Si è assistito, infatti, a un crollo dei consensi, in un distretto dove Trump aveva vinto con 37 punti di scarto nel 2024, mentre stavolta Fuller si è imposto con soli 12 punti sul democratico Shawn Harris. Lo spostamento verso sinistra è stato generalizzato, con tutte le dieci contee del distretto che hanno registrato un’avanzata dei democratici superiore ai 10 punti.  

Su questo risultato ha pesato anche l’effetto Greene: l’ex deputata, dimessasi dopo la rottura con Trump sulla politica estera, ha continuato ad attaccare il presidente proprio nel giorno del voto, accusandolo di aver tradito la promessa di porre fine alle guerre straniere per favorire gli interessi di Israele. 

Nonostante la vittoria, tra gli elettori repubblicani è emersa una forte “ansia da guerra”. Jason McGinty, un elettore di Fuller, ha ammesso il timore che Trump possa “commettere crimini di guerra” colpendo infrastrutture civili in Iran, pur avendo votato per garantire la tenuta del partito. 

Mentre in Georgia i repubblicani festeggiavano una vittoria ridimensionata, in Wisconsin i democratici hanno ottenuto un successo schiacciante. Chris Taylor, candidata dell’area liberal, ha vinto un seggio alla Corte Suprema dello Stato con un margine di 20 punti, consolidando una maggioranza progressista di 5 a 2. 

Nonostante l’endorsement del presidente e la campagna attiva di Elon Musk sul campo, il candidato conservatore è stato travolto, segnando il fallimento della strategia dei leader repubblicani. Il crollo delle roccaforti è apparso evidente nella contea di Waukesha, storica fabbrica di voti del partito, dove il consenso per la destra è sceso al 54%, un dato ben lontano dal 67% ottenuto da Mitt Romney nel 2012.  

Questo trend è stato infine confermato da una vittoria storica a livello locale nell’elezione a sindaco di Waukesha, dove la democratica Alicia Halvensleben ha sconfitto il repubblicano Scott Allen. 

I risultati di martedì sono visti dai democratici come un trampolino di lancio per le elezioni di metà mandato di novembre. Il candidato Shawn Harris ha dichiarato che “se possiamo arrivare così vicini in un distretto ultra-conservatore, possiamo vincere ovunque”. 

Per i repubblicani la preoccupazione è duplice e riguarda innanzitutto i margini a rischio: quasi due dozzine di deputati del partito hanno vinto nel 2024 con meno di 10 punti di scarto e, se il trend della Georgia si confermasse, l’attuale maggioranza alla Camera di 217 a 214 sarebbe in serio pericolo. Parallelamente, anche la mappa del Senato appare incerta, poiché seggi finora considerati sicuri in Alaska, Iowa, Ohio e Texas potrebbero diventare improvvisamente contendibili.