SANTIAGO DEL CILE - Il sud del Cile sta affrontando una grave emergenza incendi: secondo quanto comunicato oggi dal presidente Gabriel Boric, ci sono attualmente 27 focolai attivi, che hanno già distrutto circa 7.821 ettari di territorio. 

Il Servizio nazionale di prevenzione e risposta ai disastri (Senapred) ha dichiarato lo stato di allerta rossa nei comuni di Victoria, Galvarino e Perquenco, nella regione di La Araucanía, dove la situazione resta particolarmente critica. 

L’ultimo aggiornamento ufficiale ha riportato che, nella notte di sabato, l’incendio divampato a Traiguén ha provocato la distruzione di almeno otto abitazioni e danni ancora in fase di valutazione al Liceo Providencia, oltre a diversi vigili del fuoco feriti durante le operazioni di spegnimento. 

Aida Baldini, direttrice esecutiva della Conad (Corporazione nazionale forestale), ha spiegato che i fortissimi venti, con raffiche superiori ai 100 km orari registrate domenica, hanno aggravato la portata degli incendi.  

Baldini ha inoltre chiarito che gli abbruciamenti autorizzati (pratica agricola di dare fuoco a rami e sterpaglie) non hanno avuto alcun legame con i roghi: “Erano consentiti solo venerdì e sabato, quando le condizioni climatiche lo permettevano. Nessuna autorizzazione è stata concessa per domenica”. 

La Conaf, attraverso la sua Unità di Analisi e Diagnostico, è impegnata nell’identificare le cause dei roghi per fornire un rapporto dettagliato alle forze dell’ordine e alla Procura. Qualora venisse accertata la responsabilità di incendi dolosi legati a abbruciamenti illegali, i colpevoli rischiano fino a 20 anni di carcere e sanzioni che possono arrivare a 10 milioni di pesos cileni. 

Attualmente, secondo le autorità, ci sono ancora undici incendi forestali in fase di combattimento in tutta la regione.