SYDNEY - Una riunione d’emergenza sui prezzi e sulla disponibilità di carburante si terrà oggi a Sydney mentre il conflitto in Medio Oriente continua ad allargarsi, alimentando timori per le forniture globali di petrolio e per l’impatto sull’economia australiana.
Il vertice sarà presieduto dal ministro dell’Energia del New South Wales Penny Sharpe e riunirà rappresentanti dei settori dei trasporti, dell’agricoltura, dell’industria mineraria e delle associazioni dei consumatori. L’obiettivo è valutare lo stato delle scorte e preparare possibili contromisure nel caso in cui la crisi energetica dovesse aggravarsi.
Il primo tema sul tavolo sarà la sicurezza degli approvvigionamenti di carburante. Successivamente i partecipanti discuteranno possibili scenari futuri e le risposte da adottare qualora le interruzioni nei mercati energetici internazionali dovessero intensificarsi.
Parallelamente le autorità del New South Wales hanno annunciato un controllo rafforzato sul sistema Fuel Check, il sito che tiene sotto osservazione in tempo reale i prezzi della benzina. Il blitz di verifiche partirà domani, dopo che almeno due distributori in altri Stati sono stati multati per aver comunicato prezzi non corretti alle piattaforme ufficiali.
Negli ultimi giorni sono emerse anche segnalazioni di automobilisti che accaparrano carburante o lo rivendono online a prezzi gonfiati. Il ministro federale dell’Energia Chris Bowen ha definito questo comportamento “non australiano”, mentre il premier del New South Wales Chris Minns ha invitato i cittadini a non acquistare più carburante del necessario.
La tensione nei mercati energetici deriva in gran parte dall’espansione della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il conflitto ha già sconvolto il traffico aereo internazionale, rallentato le esportazioni petrolifere della regione e spinto verso l’alto i prezzi del carburante in numerosi Paesi.
Nel Golfo Persico si sono registrati nuovi attacchi con missili e droni dopo che Teheran ha minacciato di ampliare la propria offensiva e ha invitato all’evacuazione di tre importanti porti negli Emirati Arabi Uniti.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di sperare che i paesi dipendenti dalle esportazioni energetiche inviino navi militari per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale.
Di fronte al rischio di interruzioni prolungate delle forniture, l’Agenzia internazionale dell’energia ha approvato il rilascio straordinario di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche globali, la più grande operazione di questo tipo mai realizzata.
L’Australia, che importa circa il 90 per cento del petrolio che consuma, ha già liberato una parte delle proprie riserve per sostenere le regioni più colpite da carenze temporanee. Secondo il governo, il paese dispone attualmente di circa 37 giorni di benzina, 30 giorni di nafta e 29 giorni di carburante per l’aviazione.