Una più profonda conoscenza dell’emigrazione eoliana, del patrimonio eoliano e della genealogia sono stati i temi trattati durate il weekend eoliano alla Five Dock Library. I temi sono stati trattati da Cristina Neri, Michael Angelini e Janetta Ziino della Società Isole Eolie di Melbourne.
A richiedere un seminario sulla cultura eoliana sono stati gli isolani di Sydney che lo scorso anno, durante la mostra “From Vulcanoes We Sailed: Connecting Eolian Generationes”, esposta per la prima volta a Melboune nel 2016, sono venuti a conoscenza che la Società Isole Eolie del Victoria organizza ogni anno, da nove anni, un seminario sulle genealogie durante il quale molte persone vengono a conoscenza delle loro radici.
La Società Isole Eolie ha deciso di portare qualche esempio di queste ricerche anche a Sydney per condividere queste conoscenze ed essere una comunità ancora più unita. Con queste ricerche si vuole condividere la storia familiare con la comunità più ampia assicurando che il patrimonio venga tramandato alle nuove generazioni così come a tutta la comunità. Tutto questo lavoro è stato inquadrato nella storia del grande esodo dalle Isole Eolie verso l’Australia e le Americhe come viene presentato dal Museo Eoliano dell’Emigrazione di Salina.
A presentare questo argomento è stata Cristina Neri, figlia di genitori nati a Salina ed emigrati in Australia dopo la seconda guerra mondiale, che fa parte del direttivo della Società Isole Eolie di Melbourne. Cresciuta in campagna, dove c’erano molti italiani, dopo aver conseguito il diploma da disegnatrice grafica, ha preso la malattia del papà e della nonna, cioè la passione di fare le ricerche e ha scritto molte storie di emigranti italiani.
Nei cento anni che separano l’unità d’Italia dal boom economico degli anni ‘60, epoca nella quale il primo saldo positivo tra arrivi e partenze, raggiunto nel 1967, ha decretato la fine del fenomeno migratorio italiano, le Isole Eolie persero metà della loro popolazione e entrarono nel tunnel della crisi economica. Precedentemente le Isole avevano goduto di un periodo d’oro, grazie alla coltivazione della vite, con la produzione di vino che veniva esportato in molti paesi d’ Europa e negli Stati Uniti.
Inoltre l’800 vide un notevole incremento nell’esportazione della pomice, impiegata quasi esclusivamente nell’edilizia. Nel primo decennio del secolo a Salina nacque il primo cantiere navale che costruì le imbarcazioni che portarono il vino e gli altri prodotti eoliani nel mondo. Nel 1888, a Salina arrivò la fillossera che distrusse tutti i vigneti dele Eolie, anche la pomice entrò in crisi per la concorrenza spietata di gruppi esteri che determinaraono le condizioni strutturali per l’emigrazione di massa.
Nel corso della conferenza Michael Angelini ha presentato un seminario dettagliato sulla ricerca sui propri antenati italiani, successivamente “Esplorando il dialetto eoliano” è stato il tema con cui Janetta Ziino ha condotto il pubblico in un viaggio interattivo nei detti degli gli antenati eoliani, dimostrando come questi proverbi hanno modellato le loro vite, scoprendo nello stesso tempo quanto siano attuali queste perle di saggezza ancora oggi.