Se fosse ancora vivo, l’architetto Enrico Taglietti spegnerebbe 100 candeline ad aprile. È invece scomparso nel 2016 a Canberra, dove risiedeva da una sessantina d’anni. Taglietti e l’architetto Aldo Giurgola sono dei giganti nel pantheon architettonico italiano in Australia, soprattutto nella Capitale dove si sono distinti nella seconda metà del XX secolo. Giurgola è il progettista della sede del Parlamento australiano, inaugurato dalla regina Elisabetta nel 1988. Alla creatività e talento di Taglietti sono dovute una quarantina di case private oltre che molti edifici pubblici. Tra questi ricordiamo l’Annex dell’Australian War Memorial, l’ambasciata italiana con una stupenda residenza ispirata alla domus romana, la nunziatura apostolica, una biblioteca, tre scuole elementari e il Cinema Center. A Sydney si può ammirare la sua creatività nella chiesa di S. Anthony a Marsfield.
In occasione dell’Italian Design Day, l’Istituto Italiano di Cultura (IIC) ha organizzato una serata dedicata a Taglietti, evento che si colloca nella serie di incontri pensati per evidenziare l’impatto culturale degli italiani in Australia Traces of Italy – Legacy of Italians Shaping Australian Cultural Landscapes. Una valida collaborazione tra la figlia minore di Taglietti, Tanja, la curatrice Virginia Rigney di Canberra Museum and Gallery (CMAG), e la professoressa d’architettura Silvia Micheli della University of Queensland ha portato all’allestimento di una tempestiva esposizione alla CMAG: Enrico Taglietti – a Life in Design. Per l’esposizione, lanciata nel mese di giugno dell’anno scorso e aperta fino a maggio, la figlia dell’architetto ha reso disponibili, tra l’altro, disegni architettonici originali, fotografie, effetti personali e numerosi oggetti d’arredamento.
Il direttore dell’IIC, Marco Gioacchini, ha dato il benvenuto al pubblico, che includeva molti volti nuovi, e presentato le tre relatrici ospiti invitate a questa celebrazione del design italiano. Una presentazione che ha richiamato l’esposizione allestita a Canberra, e che includeva una foto di studenti d’architettura della University of Canberra che hanno creato modelli sezionali di alcuni dei progetti architettonici. Le immagini includevano anche foto della moglie di Taglietti, Franca, conosciuta al Politecnico di Milano, che ha avuto un ruolo importante nella vita professionale dell’architetto, e di una ricostruzione del moderno arredamento nel loro appartamento milanese. Alcune foto dimostravano la predilezione di Taglietti per forme poliedriche in poltrone, librerie, lampadari, tavoli eccetera.
Rigney, la curatrice della mostra alla CMAG, ha spiegato che aveva cominciato a pianificare questo evento quando Taglietti era ancora in vita. Ciò significa che aveva potuto incontrarlo e meglio conoscere la vita dell’architetto nonché capire il ruolo della moglie, delle due figlie e del design nella vita della famiglia. Ha poi ricordato che il contesto storico in cui Taglietti esercitava la sua professione, nella seconda metà del XX secolo, era segnato da riqualificazione, rinnovo, restauro. La professoressa Micheli si è soffermata brevemente sui sette ‘design principles’ che guidavano Taglietti, definito da lei e da altri come un ‘architetto globale’, aveva vissuto parte della gioventù in Eritrea, sottolineandone tre: compressione ed espansione, ovvero passaggio da spazi stretti a spazi ampi; crescere dal terreno, che è rispettato; ingannare la gravità tramite specchi e luce. Tanja Taglietti non ha fatto un intervento vero e proprio ma durante la presentazione, al momento opportuno, ha aggiunto particolari interessanti sulla vita professionale del padre e sul contributo della madre.
Arrivato in Australia nel 1955 con la moglie da Milano per coordinare l’esposizione Made in Italy a Sydney,Taglietti si trasferì poco dopo a Canberra, trovandola congeniale. Una delle prime commissioni nella Capitale fu quella di trovare un luogo adatto e poi progettare l’ambasciata italiana. Il suo indubbio talento e contributo all’architettura fu riconosciuto nel 2007 quando gli fu assegnata la medaglia d’oro dall’Australian Institute of Architects.
Il design per Enrico Taglietti non era solo la sua professione ma un modo di vivere condiviso con la famiglia, colleghi e amici: il pubblico della serata non ha potuto che condividere questo giudizio da parte degli esperti.