WASHINGTON - Non sarà una guerra-lampo, ma un braccio di ferro prolungato. Dal podio della Casa Bianca, Donald Trump ha delineato i contorni dell’operazione “Epic Fury”, l’offensiva contro l’Iran iniziata sabato 28 febbraio. Con un tono di sfida, il presidente ha gelato le speranze di una conclusione rapida: “Non mi annoierò. Abbiamo risorse per combattere a lungo e lo faremo finché sarà necessario”.
Mentre il bilancio ufficiale statunitense sale a 6 soldati caduti e circa 20 feriti gravi, Trump non ha escluso l’opzione più temuta: l’invio di truppe di terra. “A differenza di altri presidenti, io non dico che non ci saranno truppe di terra. Probabilmente non serviranno, ma valuterò l’invio solo se strettamente necessario”.
Trump ha ribadito che l’operazione mira a eliminare definitivamente la minaccia atomica e missilistica, accusando il precedente accordo di epoca Obama di aver legittimato la corsa agli armamenti di Teheran.
Più dettagliate sono le informazioni fornite dal generale Dan Caine, comandante degli Stati maggiori riuniti. Secondo quanto ha riferito dalla sala stampa del Pentagono, le forze armate statunitensi hanno raggiunto la “superiorità aerea” sull’Iran, condizione che “non solo rafforzerà la protezione delle nostre forze, ma consentirà anche di proseguire le operazioni sul territorio iraniano”.
Caine ha ripercorso la genesi dell’attacco: il Comando centrale statunitense (Centcom) ha ricevuto l’ordine tramite il segretario alla Difesa, con il messaggio presidenziale: “Operazione Epic Fury approvata. Nessun annullamento. Buona fortuna”. L’operazione militare è quindi iniziata alle 9:45 di sabato, ora locale.
“Questa non è un’operazione di una notte — ha avvertito Caine — il lavoro sarà difficile e determinato. Ci aspettiamo altre perdite, per questo stiamo inviando nuovi rinforzi dell’aviazione tattica nel teatro operativo.”
Nonostante Trump affermi che la leadership militare iraniana sia stata “neutralizzata in un’ora”, il tycoon ha sorpreso gli osservatori dichiarando che il colpo di grazia non è ancora stato sferrato. “Li stiamo per colpire molto duramente. La grande ondata di attacchi non c’è ancora stata, arriverà presto”.