ROMA - Nelle milioni di pagine dei polemici Epstein files compaiono centinaia di nomi, tra cui quello di Matteo Salvini, citato circa ottanta volte. Non per rapporti diretti con il finanziere statunitense, morto in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori, ma perché il leader della Lega viene spesso menzionato nelle conversazioni tra lui e Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump.
Le carte non hanno alcun rilievo penale per Salvini e non indicano contatti diretti con Jeffrey Epstein, ma il loro peso è politico, visto che mostrano l’interesse con cui Epstein seguiva l’azione di Bannon in Europa e il progetto, coltivato tra il 2018 e il 2019, di costruire una rete sovranista continentale capace di incidere sugli equilibri dell’Unione.
Dopo l’uscita dalla Casa Bianca, l’ex stratega del Tycoon aveva concentrato i suoi sforzi sul vecchio continente, puntando a “federare” la Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen, Alternative für Deutschland, il partito di Viktor Orbán e altre formazioni nazionaliste.
Salvini, in quel periodo ministro dell’Interno e leader in forte ascesa, era considerato uno dei perni di questa strategia, e per questo il suo nome compare in circa trenta email scambiate tra marzo 2018 e maggio 2019, dagli esiti delle elezioni politiche italiane fino alla campagna per le europee.
Il 4 marzo 2018, giorno del voto in Italia, il finanziere chiese a Bannon come stessero andando le elezioni. La risposta fu “epico”, con l’aggiunta che stava andando a Milano per incontrare Salvini.
Nei mesi successivi continuò ad aggiornare Epstein sui suoi incontri e sulle prospettive elettorali. In una mail del marzo 2018 scrisse di essere consigliere, tra gli altri, per Salvini, Le Pen e AfD, e stimò che alle europee del 2019 i sovranisti avrebbero potuto raddoppiare i seggi.
I due commentarono anche la politica italiana, dalle tensioni nel governo Conte alla linea della Lega sulla Tav. In uno scambio del settembre 2018 Epstein si complimentò per il lavoro svolto con la Lega, e a dicembre, con il governo giallo-verde in difficoltà, Bannon ipotizzò una crisi dopo le europee.
Nel 2019 emerse anche il tema della raccolta fondi per Salvini e Le Pen, citata nelle mail senza però che sia chiaro se quei finanziamenti siano mai esistiti. La Lega ha smentito ogni coinvolgimento, parlando di “millanterie”.
Gli ultimi messaggi risalgono ai giorni delle elezioni europee del maggio 2019. Poco dopo Epstein venne arrestato e morì in carcere nell’agosto dello stesso anno, in circostanze sospette.