LONDRA - L’ex principe Andrea, fratello minore di re Carlo III, è stato arrestato - e rilasciato dopo 12 ore - dalla polizia britannica con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, quando ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo di Londra.
Il fermo è avvenuto nella residenza privata di Sandringham, a 180 km da Londra, adiacente a un complesso di residenze reali, dove Andrea è stato relegato di recente dal sovrano, in seguito allo sfratto dalla lussuosa dimora al Royal Lodge, accanto al castello di Windsor.
L’operazione è stata condotta da agenti della polizia britannica, giunti a bordo di sei vetture senza insegne. Gli investigatori hanno perquisito anche il Royal Lodge, il cottage adiacente al castello reale di Windsor occupato dall’ex principe fino a pochi giorni fa.
In un comunicato della Thames Valley si parla di perquisizioni compiute nel Norfolk, dove appunto si trova Sandringham, e in un’altra residenza nel Berkshire (dove si trova anche il castellol di Windsor) e si precisa che “un uomo di 66 anni è stato arrestato e resta al momento in custodia”.
L’accusa al momento è quella di abuso di ufficio e si riferisce al filone d’inchiesta che riguarda le email emerse dagli Epstein file, da cui emerge come Andrea abbia condiviso informazioni confidenziali con il defunto faccendiere americano e con altri uomini d’affari del loro giro di amicizie fra il 2010 e il 2011.
Le informazioni erano relative a sue missioni ufficiali compiute all’epoca in Asia nei panni di emissario e testimonial commerciale del governo britannico, protette da segreto di Stato.
Il fermo è avvenuto dopo che il premier britannico Keir Starmer aveva dichiarato che “nessuno è al di sopra della legge” e dopo che nei giorni scorsi lo stesso re Carlo III, suo fratello, aveva preso ulteriormente le distanze da lui facendo sapere di essere pronto a collaborare con le indagini di polizia se richiesto.
Tecnicamente il fermo preventivo può protrarsi fino a 96 ore, ma solo se approvato dalla magistratura in una serie di passaggi in tribunale. Di prassi la polizia esaurisce la pratica dell’interrogatorio entro 12 o al massimo 24 ore, dopo di che decide se procedere all’incriminazione di fronte a un giudice o al rilascio.
L’inchiesta che lo riguarda si aggiunge ad altri otto filoni d’indagine aperti o riaperti dalla polizia britannica sui potenziali riflessi dello scandalo Epstein nel Regno Unito, che riguardano anche sospetti di traffico sessuale per i voli privati di ragazze sfruttate dal faccendiere americano.
L’ex principe Andrea è il primo membro di alto rango della famiglia reale britannica a essere arrestato nella storia moderna. Sebbene altri reali abbiano avuto problemi legali, come la principessa Anna condannata penalmente nel 2002 dopo che il suo cane aveva morso due bambini, nessuno negli ultimi secoli era finito in manette per reati gravi.
Per trovare precedenti bisogna tornare al 20 gennaio 1649, quando re Carlo I fu portato a processo e successivamente condannato a morte e decapitato.
Re Carlo III ha diffuso un comunicato dai toni fermi, in cui esprime la sua preoccupazione per quanto accaduto, aggiungendo che ciò che ora deve seguire è “un approfondito, equo ed appropriato processo investigativo condotto nei modi dovuti e dalle autorità legittime”.
Il messaggio ribadisce quindi che le autorità investigative possono contare “sul sincero sostegno e sulla cooperazione della famiglia reale”, come già anticipato nei giorni scorsi, e puntualizza con fermezza: “Lasciatemi essere chiaro: la legge deve fare il suo corso”.
Il monarca conclude affermando il suo impegno e quello della sua famiglia a continuare a svolgere il proprio dovere e a garantire il servizio dell’istituzione monarchica verso il popolo britannico, e firmando “Charles R.”