CANBERRA - I nuovi dati sul mercato del lavoro australiano hanno colto di sorpresa economisti e investitori, riaccendendo il dibattito su un possibile aumento dei tassi d’interesse da parte della Reserve Bank of Australia (RBA) nelle prossime settimane.

A dicembre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1 per cento, mentre l’economia ha creato 65.200 nuovi posti di lavoro, ben oltre le previsioni.

Le statistiche, pubblicate oggi dall’Australian Bureau of Statistics (ABS), mostrano un quadro più solido del previsto. Il consenso si attestava su una disoccupazione stabile al 4,3 per cento e su un incremento dell’occupazione di circa 28mila unità. Il dato effettivo ha quindi smentito le attese, suggerendo che l’allentamento osservato nella prima metà del 2025 potrebbe essersi temporaneamente arrestato.

Nonostante la nota instabilità delle rilevazioni mensili, i numeri difficilmente passeranno inosservati alla Banca centrale. La governatrice Michele Bullock aveva già indicato, a dicembre, che il consiglio della RBA riteneva il mercato del lavoro ancora relativamente teso. I dati più recenti sembrano rafforzare questa valutazione, soprattutto considerando che il tasso di disoccupazione non mostra un trend di crescita dalla metà del 2025.

Secondo l’ABS, l’aumento degli occupati ha spinto il tasso di partecipazione al 66,7 per cento, leggermente in rialzo, nonostante una riduzione di circa 30mila persone tra i disoccupati. Un altro segnale di dinamismo arriva dalle ore lavorate: a dicembre il totale mensile destagionalizzato ha superato per la prima volta i due miliardi di ore, un massimo storico.

Negli ultimi mesi, le aspettative di un rialzo dei tassi d’interesse sono cresciute in parallelo a una nuova accelerazione dell’inflazione. Prima della pubblicazione dei dati sul lavoro, i mercati finanziari scontavano già con certezza un aumento di 25 punti base entro agosto, attribuendo circa una probabilità su quattro a un intervento già nella riunione del 3 febbraio.

Secondo l’economista capo di AMP, Shane Oliver, i numeri sull’occupazione avranno un peso limitato nella decisione finale della RBA. Il fattore decisivo resta quello dell’inflazione trimestrale, atteso la prossima settimana. Oliver ha inoltre invitato alla cautela, sottolineando che parte della sorpresa potrebbe riflettere effetti stagionali, come l’ingresso temporaneo di più giovani tra i 15 e i 24 anni nel mercato del lavoro nel periodo di fine anno.

In ogni caso, i dati di dicembre complicano il quadro per la Banca centrale, che si trova ora a bilanciare segnali contrastanti tra crescita dei prezzi e tenuta dell’occupazione.