SYDNEY - L’ex amministratore delegato del gruppo di casinò Star Entertainment, Matthias Bekier, ha violato i propri doveri aziendali consentendo una cultura aziendale “disfunzionale e non etica” in cui informazioni cruciali su possibili rischi criminali non venivano trasmesse al consiglio di amministrazione. Lo ha stabilito oggi la Corte Federale.
Il giudice Michael Lee ha concluso che Bekier non informò adeguatamente il consiglio sulle attività sospette legate all’operatore di junket cinese Suncity tra il 2018 e il 2019. Tra gli episodi citati nella decisione, lunga oltre 500 pagine, figurano consegne di contanti al banco servizi del casinò in borse frigorifere blu e personale di Suncity che si nascondeva sotto coperte per evitare le telecamere di sorveglianza.
Secondo il tribunale, questi comportamenti avrebbero dovuto spingere la direzione a valutare la rescissione del contratto con l’operatore.
“I segnali di allarme erano evidenti - ha scritto il giudice Lee nella sentenza -. Bekier avrebbe dovuto garantire che il consiglio fosse informato di tutte le questioni relative a Suncity”.
La decisione ha anche evidenziato che l’allora amministratore delegato era consapevole che nel 2020 l’azienda aveva fornito informazioni false o fuorvianti alla National Australia Bank riguardo all’uso delle carte China UnionPay da parte dei clienti cinesi. Queste carte non possono essere utilizzate per attività di gioco d’azzardo all’estero secondo le regole del circuito.
In una comunicazione inviata alla banca e alla stessa UnionPay, Star affermava che le carte venivano utilizzate solo per “scopi non legati al gioco”. Il tribunale ha stabilito che l’affermazione era falsa.
“La cultura che prevaleva all’interno di Star era talmente disfunzionale e non etica che il management non interveniva con prontezza per fermare comportamenti inappropriati dei junket e arrivava a mentire ai propri finanziatori per ottenere vantaggi commerciali”, ha scritto il giudice.
La Corte ha stabilito che anche l’ex segretaria aziendale e responsabile legale Paula Martin ha violato la legge societaria non comunicando al consiglio i rischi legati a Suncity e alle carte UnionPay.
La decisione rappresenta una vittoria parziale per la Australian Securities and Investments Commission, che nel 2022 aveva avviato l’azione legale contro Bekier, Martin e altri nove dirigenti ed ex membri del consiglio.
Il tribunale ha però respinto le accuse contro sette ex amministratori non esecutivi, affermando che la legge non richiede ai membri del consiglio di conoscere ogni dettaglio delle attività del management.
Un’udienza successiva stabilirà eventuali sanzioni e possibili interdizioni per Bekier e Martin.