ROMA - L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, è intervenuta sulla situazione dei tre bambini della cosiddetta “famiglia del bosco” dopo la diffusione di una lettera della madre che descrive le loro condizioni. In una nota diffusa nelle ultime ore, la Garante ha espresso viva preoccupazione e ha auspicato che i minori possano tornare al più presto con i genitori. 

La vicenda riguarda una coppia straniera anglo-australiana, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, che viveva con i tre figli in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. Nei mesi scorsi, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei bambini e il loro collocamento in una struttura protetta nell’ambito di un procedimento sulla tutela dei minori. 

La lettera, si legge nel comunicato del Garante, confermerebbe notizie già circolate su uno stato di salute ritenuto allarmante, e che i bambini vivrebbero in un costante stato di sofferenza e di ansia, con manifestazioni che includono disturbi del sonno e del comportamento. 

Terragni osserva che i minori erano entrati in struttura in buone condizioni psicofisiche e che, paradossalmente, rischierebbero di uscirne in una situazione peggiore, segnati dalle conseguenze del trauma della separazione. La salute e il benessere dei bambini, sottolinea, devono restare l’assoluta priorità in ogni procedimento che li riguardi. 

La Garante richiama inoltre una perizia indipendente realizzata dalla Asl di Lanciano Vasto Chieti, che aveva già segnalato uno stato di disagio e sofferenza e indicato come “indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini”. 

Alla luce di questi elementi, Terragni si unisce nuovamente a tale indicazione, chiedendo che le condizioni di salute dei tre minori vengano attentamente monitorate e che in tempi ragionevoli sia possibile la restituzione dei genitori ai bambini e dei bambini ai genitori.