BUENOS AIRES - La crisi della storica fabbrica di pneumatici FATE continua a generare tensioni sociali e politiche in Argentina. Dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento di Virreyes, nella provincia di Buenos Aires, centinaia di lavoratori hanno manifestato davanti alla Segreteria del Lavoro per chiedere la difesa dei loro posti di lavoro e denunciare episodi di repressione durante le proteste.

La decisione dell’azienda di cessare le attività ha colpito circa 920 lavoratori, che hanno ricevuto comunicazioni di licenziamento dopo decenni di attività della fabbrica. Secondo il Sindicato Único de Trabajadores del Neumático Argentino (SUTNA), il provvedimento rappresenta un duro colpo per centinaia di famiglie e per l’industria nazionale.

In questo contesto, diverse organizzazioni sindacali e sociali hanno convocato una mobilitazione davanti alla Segreteria del Lavoro a Buenos Aires per chiedere il reintegro dei lavoratori licenziati e la continuità produttiva della fabbrica.

La protesta si è svolta davanti alla sede della Segreteria del Lavoro in Avenida Alem 600, guidata dal segretario Julio Cordero. I manifestanti hanno bloccato la strada e la corsia del Metrobus, mentre il governo aveva convocato una nuova riunione tra le parti per cercare una soluzione al conflitto.

La situazione è degenerata mercoledì 4 marzo, quando la terza udienza prevista nel quadro della conciliación obligatoria è stata sospesa pochi minuti dopo l’inizio. La riunione, convocata dalla Segreteria del Lavoro alle 11 del mattino e realizzata in modalità virtuale, è stata interrotta dopo circa 30 minuti a causa degli episodi di violenza registrati all’esterno dell’edificio.

Al termine della riunione, l’area del lavoro del ministero guidato da Sandra Pettovello ha confermato che non è stato raggiunto alcun accordo tra il governo, l’azienda e il sindacato del settore. Dopo la sospensione dell’udienza, il governo ha annunciato l’intenzione di convocare una nuova riunione per cercare di proseguire le trattative tra le parti e trovare una soluzione alla crisi aperta dalla chiusura dell’impianto.

Il conflitto rimane quindi aperto. I lavoratori e il sindacato del settore continuano a chiedere il mantenimento dei posti di lavoro e la riattivazione della produzione, mentre le autorità cercano di mediare tra le richieste del sindacato e la posizione dell’azienda.

Nel frattempo, il caso FATE è diventato uno dei simboli delle tensioni che attraversano il mondo del lavoro in Argentina, tra licenziamenti, ristrutturazioni industriali e proteste sindacali.