MESSINA – Santino Bonfiglio ha ammesso di aver ucciso l’ex compagna Daniela Zinnanti, senza tentare di negare le proprie responsabilità. Il sessantasettenne, fermato per il femminicidio avvenuto lunedì notte, ha confermato davanti al giudice quanto aveva già raccontato alla polizia dopo l’arresto.
Comparso nel carcere di Messina davanti al gip Alessia Smedile e alla pm Roberta La Speme, l’uomo ha dichiarato: “Sono andato a casa di Daniela perché mi aveva denunciato e volevo discutere delle cose che aveva riferito. Poi abbiamo litigato”.
La vittima è stata uccisa lunedì notte con decine di coltellate nella sua abitazione. Il giudice non ha ancora deciso sulla convalida del fermo e sulla richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura guidata da Antonio D’Amato.
Le indagini hanno ricostruito che la donna aveva denunciato le violenze già nel maggio dell’anno scorso, dopo appena un mese dall’inizio della relazione. In quell’occasione Bonfiglio era stato messo agli arresti domiciliari, poi sostituiti dal divieto di avvicinamento.
La vittima aveva però successivamente ritirato la querela, permettendo all’uomo di tornare libero.
Il 6 febbraio scorso Zinnanti aveva presentato un nuovo esposto raccontando altre violenze. Il gip aveva disposto di nuovo i domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico, ma il dispositivo non era disponibile.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bonfiglio sarebbe quindi riuscito a evadere da casa, raggiungere l’abitazione della donna e ucciderla.
Gli investigatori stanno intanto ricostruendo la dinamica del delitto e il rapporto tra i due, mentre l’arma del delitto è stata trovata martedì in un cassonetto dell’immondizia.
Una vicina di casa ha raccontato che nel palazzo erano note le tensioni tra i due. “Abbiamo sentito più volte litigi e Daniela che gridava”, ha detto, aggiungendo che in diverse occasioni polizia e carabinieri erano intervenuti.
“Una volta è arrivata anche un’ambulanza e la signora è stata portata in ospedale. Ci siamo resi conto che la situazione era diventata impossibile e più di una volta lei ha rischiato davvero la vita”, ha raccontato la testimone.