WASHINGTON - Emergergono oggi dettagli inquietanti su una violazione informatica avvenuta tre anni fa presso l’ufficio dell’Fbi di New York, che ha permesso a un intruso di accedere ai documenti riservati sull’indagine di Jeffrey Epstein. 

Secondo i documenti del Dipartimento di Giustizia pubblicati recentemente e visionati da Reuters, l’intrusione è avvenuta il 12 febbraio 2023. Il bersaglio è stato un server del Child Exploitation Forensic Lab, un laboratorio specializzato nell’analisi di prove digitali su abusi minorili. 

L’accesso sarebbe stato favorito da una vulnerabilità involontariamente lasciata aperta dall’agente speciale Aaron Spivack. Secondo le ricostruzioni, l’agente avrebbe commesso l’errore tecnico mentre cercava di districarsi tra le complesse procedure dell’agenzia per la gestione delle prove digitali.  

Spivack, che si è difeso sostenendo di essere solo un “capro espiatorio” e attribuendo la colpa a linee guida interne contraddittorie, ha scoperto la falla il mattino seguente, trovando sul suo computer un inquietante file di testo che avvertiva: “La rete è stata compromessa”.  

L’Fbi ha ufficialmente liquidato l’episodio come un “cyber incident isolato”, assicurando di aver ripristinato la rete e bloccato l’attore malevolo. Tuttavia, resta il mistero sull’identità e gli obiettivi dell’hacker. 

Alcune fonti interne ritengono che l’intrusione sia opera di un singolo hacker indipendente in cerca di dati da monetizzare. Ma esperti di sicurezza globale, come Jon Lindsay del Georgia Institute of Technology, sollevano dubbi più pesanti. “Chi non cercherebbe di mettere le mani sui file Epstein per ottenere del Kompromat (materiale compromettente)? Sarei sorpreso se le intelligence straniere non avessero preso seriamente in considerazione questi file”, ha dichiarato Lindsay. 

Ad oggi, non è chiaro quali file siano stati effettivamente consultati o se i dati siano stati scaricati. Le verifiche tecniche hanno confermato attività anomale proprio sui documenti relativi all’inchiesta Epstein, ma l’Fbi non ha chiarito se il materiale violato coincida con quello pubblicato negli ultimi mesi (spesso pesantemente oscurato) o se riguardi atti rimasti totalmente segreti. 

Nonostante una legge approvata lo scorso anno imponga la pubblicazione dell’intero archivio Epstein, gran parte dei documenti rimane inaccessibile al pubblico. L’indagine interna sulla violazione è ancora in corso e né l’agente Spivack né i suoi legali hanno rilasciato ulteriori commenti sulla vicenda.