BRASILIA – Flávio Bolsonaro ha attaccato il giudice Alexandre de Moraes, membro del Supremo Tribunal Federal, dopo l’ordine di arresto emesso nei confronti del fratello Eduardo Bolsonaro, sostenendo che la decisione “non porterà a nulla”.
Il senatore, candidato alla presidenza del Brasile, ha accusato Moraes di voler interferire nella corsa elettorale e ha definito il provvedimento “completamente inefficace”, sottolineando che Eduardo vive negli Stati Uniti dal 2025.
“Sa che non porterà a nulla perché Eduardo è negli Stati Uniti, in esilio. Lo fa solo per cercare ancora una volta di creare confusione”, ha dichiarato Flávio durante una trasmissione in diretta.
La reazione è giunta dopo che Moraes ha disposto l’avvio dell’esecuzione della pena di quattro anni e due mesi inflitta a Eduardo Bolsonaro per coazione nel corso di un procedimento giudiziario.
Il magistrato ha inoltre ordinato l’emissione di un mandato di arresto nei confronti dell’ex deputato.
Flávio ha sostenuto che la decisione servirebbe a creare un caso politico durante la campagna per il secondo turno delle elezioni presidenziali, fissato per il 25 ottobre, nel quale si confronterà con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Nel corso dell’intervento, il candidato ha anche ribadito la richiesta di dimissioni di Moraes, affermando che il Senato dovrebbe “proteggere il Supremo” dall’azione del giudice.
Flávio ha inoltre difeso l’attività svolta dal fratello negli Stati Uniti e ha respinto l’ipotesi che Eduardo sia responsabile delle sanzioni imposte a Moraes dal governo americano tramite il Magnitsky Act.
Secondo il senatore, Eduardo si sarebbe limitato a fornire informazioni alle autorità statunitensi.
“È una legge americana. Alexandre de Moraes l’ha violata ed è un responsabile internazionale di violazioni dei diritti umani perché ha attaccato e perseguitato persone e aziende americane”, ha dichiarato.
Il Supremo Tribunal Federal ha però condannato Eduardo Bolsonaro ritenendo che l’ex deputato abbia agito per esercitare pressioni sui giudici e interferire nel processo contro l’ex presidente Jair Bolsonaro per il tentativo di colpo di Stato.