WASHINGTON - L’esecuzione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore e psichiatra dell’esercito statunitense condannato a morte per la strage del 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, sarà pubblica e trasmessa in diretta streaming. L’annuncio è giunto dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dopo che il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha confermato la decisione di rendere pubblico l’atto supremo del giudizio.
L’esecuzione mediante plotone di esecuzione è stata fissata per il 3 dicembre prossimo alle ore 13:00 (ora locale) proprio a Fort Hood, approvata dal presidente Donald Trump su raccomandazione dello stesso Hegseth. Nel novembre del 2009, Hasan aprì il fuoco all’interno dell’installazione militare uccidendo 13 persone e ferendone altre 32.
Intervenendo all’emittente Real America’s Voice, Hegseth ha difeso la scelta di consentire la visione dell’evento al grande pubblico: “Ci assicureremo che le persone possano assistere. Perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi”, ha spiegato il capo del Pentagono, aggiungendo che Hasan “sarà fucilato da un plotone di soldati. Come è giusto che sia”.
Un funzionario della Difesa ha successivamente confermato all’agenzia Afp che l’esecuzione “sarà trasmessa in diretta” e che ulteriori dettagli operativi sulle modalità della trasmissione saranno resi noti in seguito. Nonostante la data sia stata fissata, Hasan conserva la possibilità di presentare un ricorso giudiziario straordinario che potrebbe eventualmente ritardare l’applicazione della pena.
Se portata a termine con queste modalità, la condanna segnerà la prima esecuzione all’interno del sistema giudiziario militare statunitense dal 1961 e la prima fucilazione di un soldato Usa dalla Seconda guerra mondiale, quando nel 1945 il soldato semplice Eddie Slovik venne giustiziato in Francia per diserzione.
L’iniziativa rompe inoltre con una prassi decennale nel Paese. Come ricorda Axios, negli Stati Uniti non si tiene un’esecuzione pubblica da 90 anni, ossia dal 1936, quando Rainey Bethea (un uomo afroamericano condannato per lo stupro di una donna bianca) fu impiccato in Kentucky.
Più in generale, la fucilazione rimane un metodo sanzionatorio estremamente raro nel contesto civile statunitense: secondo i dati del Death Penalty Information Center, solo cinque Stati (Idaho, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud e Utah) ne autorizzano l’impiego. L’anno scorso la Carolina del Sud ha eseguito la prima condanna a morte mediante plotone di esecuzione della sua storia, la prima nel Paese dopo un’interruzione di 15 anni.
Le disposizioni annunciate da Washington hanno sollevato un’immediata riprovazione internazionale. L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha bollato la decisione come una “forma di tortura”.
In una nota inviata all’Afp l’organismo dell’Onu ha dichiarato: “Come ha sottolineato l’Alto Commissario in risposta alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran, le esecuzioni pubbliche costituiscono una forma di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante. Trasmettere in diretta streaming un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”.